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Calcio, la serie A dei poveri…

Che il nostro bel paese sia in crisi non è una novità, ormai ci stiamo abituando all’idea che incarniamo un’economia in recessione ai margini dell’Europa che conta. Ma il fatto che il nostro campionato di calcio stia diventando una manifestazione sportiva di basso profilo è una novità dura da accettare. La storia della serie A si nutre di club gloriosi, di grandi campioni e di strepitose vittorie; il presente invece è un gruppo di società sportive attente al bilancio, i cui presidenti non investono più denaro a perdere, forse schiacciati e impauriti dal famoso fair play finanziario tanto professato dal presidente Uefa Michel Platini. Senza snocciolarne le sue regole fondamentali, detto progetto entrerà ufficialmente in funzione solo nella stagione 2014, ma in Italia ha creato una strana attenzione ai bilanci tra i club più prestigiosi, vere regine del calciomercato e del campionato, che hanno già cominciato a ripianare lentamente i propri debiti. Un effetto positivo potremmo dire, con una conseguenza però disastrosa dal punto di vista delle vittorie sportive e della caratura dei nostri club in campo internazionale. Assistiamo, inoltre, all’emorragia dei grandi giocatori verso i campionati esteri: lo fanno per soldi, per l’immagine mediatica e per la fame di vittorie. Chi può biasimare questi onesti lavoratori? Quindi, paragonando la scarsa garanzia di solvibilità dei nostri fondi BTP, potremmo affermare che la serie A non può più garantire vittorie e prestigio a chi vi lavora. I faraonici trasferimenti al Paris Saint-Germain del promettente Marco Verratti, dei fortissimi Zlatan Ibrahimovic e Thiago Silva per un esborso complessivo intorno ai 75 milioni di euro, ne sono un esempio. Cifre impensabili per i Direttori Sportivi dei club italiani.

A commentare, senza peli sulla lingua, la situazione del movimento calcistico italiano ci pensa l’allenatore della Roma Zdenek Zeman che a StudioSport dice: “Thiago e Ibra al Psg? Vanno dove ci sono i soldi. Fino a quando i pozzi di petrolio durano è una scelta giusta.”

Chi ama il calcio vede il suo sport rovinato dagli enormi squilibri finanziari tra i club, con i risultati sportivi raggiunti relegati sullo sfondo. Aspettando l’opera del fair play di Platini, ci trastulliamo con il fantacalciomercato lanciato ogni giorno dalle agenzie di stampa.