Home Bellessere Ministro della Salute Lorenzin, stop al metodo STAMINA

Ministro della Salute Lorenzin, stop al metodo STAMINA

Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha recentemente dichiarato lo stop al metodo STAMINA. Tale metodo sperimentale è rivolto a pazienti affetti da patologie neurodegenerative, come la SLA, La SMA 1 (atrofia muscolare spinale di tipo 1) o il morbo di Parkinson. Da circa due anni, le commissioni scientifiche che hanno supportato i ministri della Salute (Renato Balduzzi durante il governo Monti e Beatrice Lorenzin nell’attuale governo Letta), hanno dichiarato la loro contrarietà al metodo, pur consentendone la sperimentazione dal 15 maggio 2013, approvata dalla Commissione affari sociali della Camera dei Deputati.

A partire dal 10 ottobre, tale sperimentazione che veniva inizialmente applicata come cura compassionevole nel 2011 all’Ospedale pubblico di Brescia, soprattutto per bambini affetti da SMA 1, non sarà più possibile. E in particolare, proprio la SMA 1 è stata dichiarata dalla commissione scientifica che l’ha assistita, come patologia che meno può essere trattata con tale metodo per la sua complessità, non presente per la paralisi cerebrale infantile e la sindrome di Kennedy (atrofia muscolare spinale e bulbare). Eppure la sperimentazione sui bambini dagli 0 agli oltre 2 anni è quella che ha ottenuto più risultati, documentati da medici esperti in tale patologia e conoscitori profondi del metodo STAMINA. L’impegno dei medici e delle famiglie che si sono a loro affidati, ha garantito la produzione di rapporti accurati sulle ricerche e sui risultati del metodo, che ogni 30 giorni venivano inviati al Ministero della Salute, il quale ha stanziato per l’anno 2013-2014 3 milioni di euro per portarlo avanti.

Lo STAMINA consiste nella conversione di cellule staminali mesenchimali (cellula immatura e adulta usata per la rigenerazione di tessuti ossei e adiposi)in neuroni, dopo una coltivazione in acido retinoico, quello che consente lo sviluppo, diluito in etanolo. Dunque, in principio vengono prelevate delle cellule di midollo osseo dal paziente, che successivamente alla manipolazione, vengono infuse nuovamente nel suo corpo.

L’ideatore di questo metodo, il Dottor Davide Vannoni, ha avviato la realizzazione di questo metodo dopo essere stato curato con le staminali per una paralisi facciale in Ucraina. Prendendo spunto dagli studi ucraini, ha realizzato un’ equipe e richiesto i brevetti del suo metodo, in principio agli Stati Uniti. Tuttavia, tra il 2012 e il 2013, alcuni studiosi di fama internazionale e conoscitori delle cellule staminali hanno pubblicato vari articoli contrari al metodo Vannoni, poiché determina un rischio di citotossicità, cioè di futuro degenera mento delle cellule dei pazienti curati con lo STAMINA. Inoltre, il fatto di aver pubblicato nei suoi studi delle foto e dei risultati derivanti da un articolo del 2003 e da uno del 2006 della biologa molecolare Elena Schegelskaya, della Kharkov National Medical University, ha fatto perdere di veridicità i risultati di Vannoni.

Quindi, la non chiarezza del metodo e gli effetti pericolosi che provocherebbe la somministrazione avrebbero indotto il Ministro Lorenzin a sospenderne il finanziamento. Tuttavia, nessun comitato né lo stesso ministro si sono mai recati all’Ospedale di Brescia per conoscere i pazienti sottoposti a STAMINA, né hanno mai letto i risultati delle cure, nonostante da luglio 2013 alcuni di loro, di età adulta, abbiano dormito e protestato varie volte davanti al Parlamento per chiedere che ciò venisse fatto.