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Come affittare una stanza in casa tua

È ormai sempre più diffusa la tendenza ad affittare una stanza di casa come alloggio temporaneo in cambio di denaro. Si tratta infatti di una soluzione molto apprezzata da studenti e turisti che, con una minima somma, riescono a trovare un posto in cui dormire. Allo stesso tempo, anche gli affittuari avranno i loro benefici, guadagnano qualche spicciolo per arrotondare il loro stipendio.
Per affittare una stanza in piena legalità occorre però attenersi alle normative in materia, che prevedono differenti casistiche a seconda della durata dell’affitto.  Vediamo quindi, con questa guida, come affittare una stanza in casa tua.

Iniziamo con il fare la differenza tra l’affittare una stanza in modo regolare oppure occasionale; si rientra nel senso caso quando, nell’arco di un anno, si sospende l’attività per minimo tre mesi, non necessariamente consecutivi.  In questo caso non è richiesta la partita IVA né l’iscrizione alla Camera di Commercio. Occorre però rilasciare all’affittuario una ricevuta con l’importo percepito: questa somma dovrà essere inserita nella dichiarazione dei redditi ed il guadagno percepito sarà cumulato al redditto oppure si potrà approfittare della cedolare secca (tassazione separata dal reddito).

Qualora invece si volesse affittare una stanza in casa con regolarità e rendere quindi l’affitto per periodi lunghi l’attività principale, bisogna stipulare con l’affittuario un contratto. Per avere un supporto legale in merito ci si può rivolgere al CAF e all’Unione piccoli proprietari immobiliari (UPPI).
Fra le tipologie di contratto disponibili ci sono: il contratto 4+4 anni con canone libero; il contratto convenzionato con canone agevolato 3+2 anni; il contratto da 6 a 36 mesi (prorogabile); il contratto transitorio da 1 a 18 mesi a canone concordato (regolamentato dalla legge 431 del 1998). I contratti possono essere agevolmente registrati online sul sito dell’Agenzia delle Entrate, pagando il 2% del canone annuo, diviso in parti uguali tra affittuario e locatore. Si raccomanda poi poi di sottoscrivere una polizza assicurativa che copra gli eventuali danni causati alla stanza.

Qualora non si fosse proprietari, ma affittuari, anche in questo caso è possibile subaffittare una stanza o parte dell’abitazione, purché tale eventualità sia prevista dal contratto stipulato col proprietario.  Bisogna comunque tenere presente che, oltre alla stanza da letto, è obbligatorio concedere l’uso del bagno.
Un’ultima annotazione in merito a come farsi pubblicità: solitamente ci si propone sul mercato tramite annuncio su siti web, da quelli generici a quelli specializzati per affittare una sola stanza in casa.