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Come riscaldare l’ufficio in modo ecologico

La stagione invernale ci impone di pensare al riscaldamento. Solitamente le temperature degli spazi comuni, come quelli di un ufficio, sono le più difficili da regolare sia per le diverse abitudini dei colleghi, sia per la possibile dispersione che si potrebbe avere qualora l’ufficio sia comunicante con l’esterno o accessibile al pubblico. Qualche soluzione è tuttavia preferibile ad altre, soprattutto se si conoscono gli effetti ambientali dell’“inquinamento” termico e si ha a cuore il risvolto ecologico della questione. In questa guida proviamo ad analizzare come è possibile riscaldare l’ufficio in modo da rispettare l’ambiente.

Il mercato propone varie soluzioni di riscaldamento ma non tutte danno la stessa garanzia di eco sostenibilità e in molti casi penalizzano anche il controllo dei costi. Vediamo allora quali sono le possibilità da considerare nel caso ci fosse margine per decidere o suggerire come riscaldare l’ufficio in modo ecologico.

Una novità per il riscaldamento ecologico è la stufa a pellets. Le proposte delle case produttrici sono davvero diversificate nella forma, nell’ingombro e soprattutto nel tipo di alimentazione. Alcune di esse infatti sono esplicitamente studiate per il riscaldamento domestico, ma altre sono congegniate per il collegamento con la caldaia e riescono a produrre acqua calda da utilizzare come sanitaria. Naturalmente la potenza della stufa a pellets deve essere commisurata alla dimensione dello spazio da riscaldare e solitamente questo scelta si reputa adattabile ad un ufficio disposto su un piano unico di medie dimensioni (ad esempio lo studio di un professionista).

Un’altra alternativa potrebbe essere il termo camino che costituisce la variante ecologica di un caminetto tradizionale.  Il termo camino utilizza poca legna o composti di pellets grazie ad un impianto particolare appositamente progettato. Il suo potere riscaldante è abbastanza elevato, infatti è in grado di apportare grande valore termico, contenendo gli sprechi.  Le tipologie disponibili permettono di ottenere aria calda da convogliare attraverso un sistema di areazione e diffondere nei ventilconvettori, oppure di riscaldare l’acqua da incanalare nei termosifoni tradizionali di ghisa o alluminio..

E’ possibile inoltre che qualche studio di ingegneria/architettura o istituto di bellezza e benessere possa necessitare di “mostrare” come in una vetrina le sue competenze nel primo caso e le sue prestazioni nel secondo caso. La scelta opportuna sarebbe indirizzata verso il riscaldamento a pavimento, ancor oggi considerato il modo migliore in assoluto per climatizzare l’ambiente.
Il costo dell’impianto è ragionevolmente più elevato e tiene conto anche della necessità di isolare tutta la struttura dell’ufficio o dello studio. Di base si compone di una rete di serpentine installate sotto il pavimento; l’ideale quindi è progettare questo sistema già in fase di costruzione o in fase di ristrutturazione, perché intervenire in un secondo momento si rivelerebbe improponibile non solo per i costi ma anche per il disagio che l’ufficio stesso ne subirebbe.