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Piracy Shield, un errore dietro l’altro: siti oscurati per errore e codice hackerato

piracy shield hackerato

Piracy Shield, un errore dietro l’altro. E intanto il suo codice sorgente finisce online

Piracy Shield continua a creare discussioni per le sue dubbie capacità di identificare puntualmente DNS e IP da bloccare per la diffusione di contenuti protetti da copyright. Come noto, AGCOM non ha mai diffuso i dettagli degli oscuramenti, limitandosi a riportare i dati complessivi. Insomma, conosciamo il numero di siti bannati ma non sappiamo quali siano. Grazie a strumenti di terze parti (Piracy Shield Search in primis) si è tuttavia in grado di approfondire l’argomento, e attraverso questa strada alternativa si è venuti a conoscenza di nuovi grossolani errori dopo quello che a fine febbraio ha riguardato Cloudflare.

L’autorità ha troppo frettolosamente etichettato come fake news le notizie di blocco di siti legali, il ripetersi di situazioni analoghe l’ha portata tuttavia ad ammettere di essere stata responsabile dell’oscuramento di un indirizzo IP Cloudflare, bloccato erroneamente. La protesta tuttavia prosegue, e Cloudflare stessa invita gli utenti a presentare reclamo. A quanto pare, però, AGCOM li starebbe respingendo, rifiutando ogni tipo di riflessione congiunta.Ed ora è il turno degli IP che fanno riferimento ad Akamai, grande piattaforma americana per la distribuzione di contenuti sul web. Il suo coinvolgimento è stato scoperto attraverso Piracy Shield Search, strumento con cui chiunque può inserire un indirizzo IP o un dominio FQDN per verificarne la presenza nella block list del Piracy Shield.

Piracy Shield Hackerato: codice sorgente online

piracy shield hackerato

Intanto il codice sorgente di Piracy Shield è finito in rete, con tanto di filesystem, API e documentazione interna. La pubblicazione dei nove archivi di dati e codice è stata accompagnata da un annuncio in italiano e inglese pubblicato su GitHub in cui si legge:

Piracy Shield […] non è solo un tentativo all’italiana di combattere la pirateria online, ma è anche una pericolosa porta verso la censura. Il suo blocco indiscriminato di siti web e indirizzi IP legittimi costituisce un pericolo immenso, aprendo la strada a una censura incontrollata sotto il pretesto dell’applicazione delle leggi sul copyright.

Il Piracy Shield viene considerato una minaccia alla libertà di espressione ed all’accesso alle informazioni, uno strumento di censura mascherato come una soluzione alla pirateria.

All’interno del repository “dati” sono incluse le informazioni più importanti, tra cui i manuali operativi – Piracy Shield Manual (per chi segnala domini e IP da bloccare) e Piracy Shield Error Codes (per gli internet service provider che devono bloccare).

Fonte: hdblog