Innovazioni tecnologiche, design creativo e materiali speciali hanno del tutto trasformato i tradizionali blocchi-cucina – che venivano generalmente installati negli spazi mini, nei residence o nelle seconde case – in splendidi arredi dalle linee contemporanee e hi-tech, capaci di contenere in uno spazio molto compatto tutto ciò che serve per cucinare e ricevere.
Al posto dei materiali anonimi di una volta, oggi fanno la loro comparsa legni pregiati, Corian, laccature particolari, cristalli colorati e marmo di Carrara per i piani. Nascono cucine vere e proprie, miniaturizzate ma del tutto autonome, autoportanti e nomadi, nel senso che si possono smontare e rimontare per una nuova casa. E in grado di offrire quasi tutti gli elettrodomestici di base oltre allo spazio di contenimento e lavoro.
La sistemazione a isola è quella più scenografica, anche se richiede interventi costosi per i collegamenti impiantistici; la soluzione ad armadio, rettangolare, a muro, è molto semplice: si installa rapidamente (è tutto pre-allestito) e consente di riordinare l’ambiente in poco tempo e con manovre semplici.
Per evitare distrazioni che potrebbero diventare pericolose, Ernestomeda ha applicato una protezione elettronica che, in presenza di elettrodomestici, legge ad anta chiusa l’assorbimento della corrente. Se vengono superati i 100 watt, dopo 90 secondi scatta un allarme acustico: se non si apre subito l’anta, il dispositivo interrompe automaticamente l’alimentazione elettrica all’apparecchio rimasto in funzione. La cucina ad armadio rappresenta la soluzione migliore per un ambiente stretto e lungo ed è sufficiente disporre di una sola parete libera. Per le soluzioni centrale, l’ambiente deve misurare invece di almeno 15 metri quadrati, per consentire i movimenti intorno all’isola.
Per monolocali sofisticati, Flux di Scavolini è una soluzione molto elegante, mentre Arch di Leader ha più versioni per esigenze differenti. Due consigli: meglio abbondare sempre con il numero di prese elettriche poiché spesso ci si rendere conto di non averne a sufficienza solo dopo l’installazione. Per l’isola invece, è importante portare una o più prese protette sul piano di lavoro per i piccoli elettrodomestici, installando anche alcune luci a incasso, sempre nel piano e sempre protette, che si accendono automaticamente quando ci si avvicina.
Ci sono poi i modelli semi-automatici: basta un tocco e le grandi ante pieghevoli di Tivalì&More di Dada scompaiono, lasciando in vista una cucina con lavello, piano di cottura, cappa, lavastoviglie e contenitori a colonna. La serranda automatica di Kook di Aran, disegnato da Karim Rashid, chiude invece cappa e pensili, resta aperto solo un lungo piano luminoso di lavoro con zona cottura e lavastoviglie. Icon di Ernestomeda è un unico grande robot: ha un tavolo-penisola estraibile a comando e modulabile a seconda del numero degli ospiti; un pensile si alza e si abbassa al tocco di un pulsante. K2 di Boffi è un cubo che si apre rivelando le zone cottura, il lavello a scomparsa, mentre il top scorrevole diventa un grande tavolo. Le ante dei pensili del modello On/off si alzano invece a pacchetto e si abbassano in modo automatico con controllo elettronico. Nella stazione di lavoro B2 di Bulthaup, tutti i cavi sono invisibili, raccolti in un tubo flessibile in maglia color alluminio.
In alcuni modelli è inserito un tritatutto-biotrituratore che risolve in modo igienico il problema dei rifiuti. Spatia di Arc Linea, ad esempio, riesce a nascondere qualsiasi attrezzatura e può quindi arredare, grazie ai moduli aggiungibili anche nel tempo, un grande loft o un monolocale dove occorre avere sempre un ambiente in perfetto ordine ma anche pronto all’uso. Nella Icon di Ernestomeda l’anta diventa elemento depurante, poiché la cucina è dotata di un filtro di aerazione per il ricambio d’aria all’interno. Lignum&Lapis di Arc Linea è fornita anche di una piccola serra domestica. Liquida di Veneta Cucine, infine, è dotata di una barra accessoriata ed elettrificata che si rivelerà molto utile.











