La casa non è solo uno spazio “necessario” da riempire con oggetti funzionali, ma è lo specchio di quello che siamo e di quello che vogliamo diventare. Spesso, però, non ne siamo consapevoli o, comunque, non siamo abituati a tradurre la nostra personalità in un tavolino o in un divano che ‘ci faccia stare bene’.La soluzione? “Affiancare all’interior designer anche lo psicologo”. Lo psico-design è una delle nuove tendenze che emergeranno dal Salone del Mobile di Milano: lo spiega ad Affari la psicologa Vidheya Del Vicario. “Il gusto non è mai così univoco e ognuno di noi ha mille sfaccettature, per cui ben vengano le contaminazioni – premette Del Vicario -. L’importante è individuare quale sia la nostra ‘nota prevalente’. Se amiamo la socievolezza e l’accoglienza, scegliamo una casa pensata per la convivialità: zona giorno importante, colori caldi che comunicano empatia, arredamento comodo e disteso. Lo stile minimal-tecno, invece, propone una casa squadrata, essenziale, quasi autarchica: l’ideale per persone che non ci passano molto tempo. Un arredamento luxury, per fare un altro esempio, punta a stupire ed emozionare. Trasmette la voglia di affermarsi, il desiderio di osare di chi non ha paura di apparire. E’ una casa opulenta in cui non tutti, appunto, possono sentirsi a loro agio”.











