Home Spettacoli e Cultura The Bourne Legacy: un focus sul mondo dello spionaggio

The Bourne Legacy: un focus sul mondo dello spionaggio

In uscita in Italia il prossimo 7 Settembre, The Bourne Legacy rappresenterà forse una delusione per i fan della saga affezionati a Jason Bourne, la spia senza memoria, ansiosi di trovarlo alle prese con altri pezzi della sua storia. Anche se Jason non ci sarà, visto che la precedente trilogia è stata già esaurita secondo le intenzioni della produzione, almeno il setting del film sarà  familiare e ritroveremo grandi scene d’azione, spostamenti lungo tutto il globo e tanto uso di armi e arti marziali. Questa pellicola svela il marcio che ruota attorno al mondo fatto di intrighi e spie in cui Jason operava, svelando che lui era solo uno dei tanti.

La differenza sta appunto nei personaggi, laddove abbiamo Aaron Cross al posto del Jason Bourne protagonista della trilogia precedente. L’attore che interpresta Cross, Jeremy Renner, già apprezzato in The Avengers, descrive bene questo cambio di personaggio: “Jason Bourne cercava di capire chi fosse mentre Aaron sa benissimo chi è. Lui, però, vuole far parte di qualcosa, vuole una ragione per alzarsi la mattina. Vuole uno scopo, come moltissimi di noi.” Accanto a Renner troveremo il grande Edward Norton, qui in veste del villain della storia: interpreta il Colonnello Ric Byer, il direttore del National Research Assay Group (NRAG), un’agenzia segreta situata a Reston, in Virginia, che controlla Outcome, un occulto programma di spionaggio. Norton si dice entusiasta della scelta di partecipare alla serie, poichè da sempre affezionato a personaggi dalla definizione incerta tra il bene e il male.

Il vero deus ex machina della saga è lo sceneggiatore e regista Tony Gilroy, autore di capolavori come L’avvocato del diavolo e Armageddon, il quale è riuscito nell’impresa di riaccendere una saga conclusa, attraverso una nuova prospettiva da cui osservare l’ambiente in cui si muoveva Jason Bourne. Riferendosi al perchè si sentisse il bisogno di un quarto film della saga, Gilroy riflette allargandosi sul cinema in generale:” Credo che questo che stiamo vivendo sia un periodo molto interessante per chi fa cinema, nel bene come nel male. Siamo circondati da grandi franchise, che vanno avanti film dopo film, e penso che questa questione della serialità sollevi interrogativi interessanti.” 

Provando autonomamente ad evadere questi interrogativi, osserviamo che il rapporto cinema/Tv è cambiato molto nell’ultimo ventennio, se consideriamo le numerose produzioni seriali di alta qualità che si accaparrano milioni di spettatori. Il lavoro alla sceneggiatura seriale sta diventando molto importante da quando le produzioni cinematografiche si affidano sempre più a pellicole di sicuro successo al box office, sopratutto se un flop oggigiorno vuol dire un fallimento colossale e posti di lavoro a rischio. In ogni caso, buona visione.