Spesso negli ultimi anni Pompei e i suoi scavi sono stati affiancati sempre a notizie negative riguardanti per lo più lo stato di degrado delle rovine della città romana e dei crolli che ne hanno interessato alcuni dei monumenti più importanti.
Questa volta invece la notizia è di quelle molto positive: sono stati, infatti, restaurati ben 86 calchi che verranno inseriti nella mostra Pompei e l’Europa, 1748-1943 ed esposti al Museo Archeologico Nazionale.
I calchi hanno denti che sporgono tra le labbra che evidenziano la grande sofferenza e sotto la cenere incrostata sulla pelle, sporgono crani, tibie, mandibole di uomini e donne colti nell’estremo istante della morte.
Sono le vittime della nube ardente che si sprigionò dopo la seconda eruzione e che con i suoi 300 gradi bruciò tutto, compresa la superficie di quei corpi che vennero seppelliti da un tappeto di cenere e lapilli.













