Da tempo numerose associazioni fondate da parenti delle vittime di omicidio stradale stanno lottando per ottenere una legge che punisca severamente questo reato. In parte i fondi raccolti da queste associazioni vengono impiegati per aiutare economicamente le famiglie e per sostenere le cure di chi ha sfiorato la morte. Sono 81170 le adesioni alla proposta di legge su omicidiostradale.it.
Sul sito, in prima pagina c’è un vero manifesto di cosa consista l’omicidio stradale. Dopo gli esempi di vari furti e relative pene, si passa al paragone con il delitto su strada:
“Se invece uccidi un ragazzo di 17 anni, invadendo la sua corsia e investendolo in pieno perché ti sei messo alla guida positivo alla cannabis e con un tasso alcolemico che supera di 3 volte il limite di legge (significa aver bevuto 15 birre o 2 bottiglie di vino), non solo non vieni arrestato subito, ma in carcere non ci andrai mai Una pena “equa” per il danno provocato e “certa” rappresenta un atto di “prevenzione”. Serve da deterrente e rende un minimo di giustizia a chi ha perso la vita per il comportamento criminale di un guidatore che si è messo alla guida non essendo in condizione di farlo.
La legge che proponiamo ci aiuterà a salvare vite umane nelle nostre strade e a rendere giustizia a chi sarà colpito ingiustamente”.
Club algologici, comuni, protezione animali, sono tanti i sostenitori del progetto. Pochi giorni fa la Commissione di Giustizia ha dato l’ok per il testo definitivo di legge, il quale prevede dagli 8 ai 12 anni di carcere se positivi a droga o alcol e il ritiro della patente fino a 30 anni.
Tuttavia, il testo non contempla l’omicidio stradale in caso di disattenzione, mantenendo il punto invece sulle aggravanti sull’assunzione di stupefacenti e alcol. Insomma, legge incompleta, da rivedere prima della definitiva promulgazione.
Fonte foto:quotidiano.net













