Home Attualità Unioni civili, martedì voto al Senato

Unioni civili, martedì voto al Senato

Martedì 16 ci sarà la votazione più attesa, quella del Senato sull’articolo 3 riguardante diritti e doveri della coppia e quella sull’articolo 5 che parla di stepchild adoption, cioè la possibilità di adottare il figlio del partner. Lo slittamento sul voto al ddl Cirinnà previsto da mesi è stato provocato dai contrari alle unioni civili come la Lega. Un’assemblea dei senatori del PD ha deciso di dare la “libertà di coscienza” su tre emendamenti rispetto alla stepchild adoption: quello per l’affido invece che l’adozione di Lepri (PD), quello di Maria Cecilia Guerra(PD) per l’estensione dell’adozione anche alle unioni civili e quello di Donella Mattesini(PD) per la stepchild rispetto ai parenti fino al sesto grado di parentela. I pronostici vogliono il voto contrario alcuni piddini e della destra. La bufera sulle unioni civili è stata recentemente alimentata dall’appello del cardinale Bagnasco che ha invitato al voto segreto sullo stepchild. Il segretario della Cei Nunzio Galantino ha preferito non commentare la querelle nata dall’affermazione e che ha portato molti politici tra cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Presidente del Senato Pietro Grasso ha ribadire che sulla sovranità delle Camere è il Parlamento a dover decidere, non la Cei. Renzi sarebbe infatti orientato per il voto palese in modo che ognuno possa esprimere il proprio punto di vista.

L’unione civile è sulla bocca di tutti e tanti ne discutono. Secondo alcuni psicologi, come il dottor Federico Pone “le unioni civili sono un diritto e negarle è un atteggiamento medievale”.

Rifiutarsi di riconoscere legalmente modelli familiari diversi da quello canonico vuol dire rifiutare l’evoluzione sociale, avvenuta in tanti altri paesi, anche di retaggio cattolico come la Spagna.

Rispetto alle diverse critiche secondo cui il bambino che cresce in una coppia omosessuale può essere “deviato” e vedere come “normale” una coppia omosessuale e “anormale” una coppia etero, il dottor Pone ribadisce il suo punto di vista professionale:”Mi allineo al corpus delle ricerche mondiali sulle famiglie omosessuali, cioè che non presentano differenze di benessere e salute mentale, se non per lo stress dovuto allo stigma omofobico. In poche parole, il problema dei bambini che crescono o che sono adottati da famiglie omosessuali è la gente per cui è un problema l’omosessualità”.

 

 

 

 

Fonte foto:http://www.in3click.tv/wp-content/uploads/2015/11/coppie-di-fatto-big635294.jpg