Nell’era degli Smartphone e dei Tablet, forse non tutti sanno che le maggiori case produttrici di hardware (Sony, Acer, Asus solo per citarne alcune) hanno lanciato gli Ultrabook all’inizio dell’anno 2012. Nati dalla partnership tecnologica di un colosso come Intel nella fornitura di microprocessori dedicati al prodotto, gli Ultrabook s’inseriscono nel mercato dei computer portatili di alta gamma ma con misure e peso contenuti. Una missione alla ricerca della mobilità e del design, mirata nettamente al confronto con il più decantato MacBook Air di Apple, il notebook capostipite della gamma dalle indubbie qualità, seppur datato 2008.
Al momento, però, non giungono notizie rassicuranti sulle vendite degli Ultrabook: stando almeno ai dati forniti da Jay Chou, analista di IDC, e pubblicati dal sito Cnet. Le vendite dei primi 6 mesi del 2012 di sistemi Ultrabook avrebbero raggiunto la soglia di 500.000 pezzi a livello mondiale. Tuttavia, nonostante le enormi e massicce campagne di marketing da parte dei produttori e della stessa Intel, gli utenti continuano a guardare con occhio critico questa nuova categoria, e gli operatori faticano a capire quale siano le barriere che ne bloccano il successo.
Con il senno di poi, non è un caso che gli Ultrabook non abbiano avuto un successo immediato, visto lo sconforto che aleggia sul mercato dei pc a causa della crisi e dell’esplosione dei tablet. Il loro prezzo d’altronde non li rende appetibili, poichè ci si aggira intorno ai 1000 € per averne uno. Ma il problema non è nè il costo nè Apple: un Ultrabook oggi offre poco rispetto ad un MacBook Air probabilmente paga questa mancanza di originalità. Dal design a cuneo al corpo in alluminio, tutti gli Ultrabook sono troppo simili tra di loro e privi di originalità. Ecco dunque la collocazione nel mercato incerta, a fronte dei quasi 5 milioni di pezzi venduti che Air registra anche nel 2012. Tutte le speranze di questi Ultrabook sono ora riposte nel lancio di Windows 8 in Ottobre che potrebbe dare un motivo importante per giustificare una spesa maggiore per un prodotto più completo e di valore.












