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Nuove tasse, Tasi e Tari

La ratifica dell’accordo con l’Anci ha sancito la facoltà ai Comuni di aumentare l’aliquota della Tasi, nuova imposta sulla casa relativa ai servizi indivisibili. L’imposta potrebbe pesare sulla  vecchia IMU.

I Comuni avranno la facoltà di applicare un aumento della Tasi pari a allo 0,8 per mille “purché siano finanziate, relativamente alle abitazioni principali e alle unità ad esse equiparate, detrazioni o altre misure”.
La Tasi dovrebbe sostituire l’Imu sulla prima casa, eliminata dal governo Letta. Tuttavia, nella pratica  finanzia i servizi indivisibili comunali, quali ad esempio la manutenzione delle strade pubbliche, la luce pubblica, fognature, etc.
Rispetto all’aliquota, stabilità con massimali dall’1 al 2,5 per mille, adesso con il nuovo aumento dello 0,8 per mille potrà arrivare fino al 3,3 per mille. Sulle seconde case e sugli altri fabbricati (uffici, negozi, capannoni) la Tasi si somma all’IMU con l’aliquota massima che potrà arrivare all’11,4 per mille complessivo.
Saranno i singoli Comuni a stabilire le scadenze di pagamento della Tasi così come della Tari (la nuova tassa sui rifiuti che va a sostituire la Tares), prevedendo due rate a scadenza semestrale. È consentito il pagamento in unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno; per la Tari e la Tasi almeno due rate a scadenza semestrale i cui termini sono stabiliti da ciascun comune in maniera differenziata fra i due tributi.
A livello pratico la Tasi riprende la modalità di calcolo IMU. Il contribuente deve quindi munirsi della rendita catastale (valore trascritto nell’atto notarile di compravendita) rivalutata del 5% e poi moltiplicare il risultato per il coefficiente che varia a seconda della tipologia di immobile (pari a 160 per le abitazioni). A questo punto si può calcolare l’imposta relativa all’aliquota deliberata dal singolo Comune per il 2014 e poi sottrarre dal valore ottenuto le eventuali detrazioni.
Si potrà pagare la Tasi con il modello F24 o tramite bollettino postale, mentre la Tari si andrà a pagare mediante Mav o Rid, modelli scaricabili in rete.

Il Codacons rimarca che, in assenza di detrazioni, pagheranno di più tutte le famiglie con rendita catastale inferiore a 793 euro. In presenza di un figlio la soglia sale a 992 euro. Con due figli si sale a 1190 euro. Chi ha una rendita catastale di 400 euro pagava, di Imu, senza figli, 69 euro. Di Tasi ora ne pagherà 168, ossia 99 euro in più. Differenza che sale a 168 in presenza di 2 figli. Con rendita da 500 euro l’aggravio nel passaggio da Imu a Tasi va da 74, senza figli, a 174, con due figli. Si fa presente che queste differenze sono con aliquota al 2,5 per mille.