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Comunicare il nuovo Sud,ODG in prima linea

NAPOLI-Nella splendida cornice del Palazzo Alabardieri ieri si è tenuto un seminario dell’OdG Campania dal titolo”Comunicare il Nuovo Sud”. Il titolo arriva dritto al sodo alla domanda che tanti giornalisti e comunicatori si fanno: come presentare il panorama meridionale in un contesto sempre più regionalista e fazioso, anziché nazionalista e unitario? Il moderatore Alessandro Sansoni, consigliere dell’OdG, ha introdotto l’argomento denunciando il fenomeno dello “sputtanapoli”, ovvero quella pratica comune che vede Napoli soprattutto come “predone”delle risorse pubbliche nazionali, non tenendo conto della natura di capitale assunta nei secoli dalla città, della sua estensione e  della sua importanza commerciale.

Hanno risposto al quesito principe del seminario Mimmo Falco, Vicepresidete e Consigliere dell’OdG Campania e Presidente del Movimento Unitario Giornalisti. Il giornalista ha sottolineato il gran numero di colleghi che nella storia hanno cercato di comunicare il Sud al resto della penisola e del mondo, a volte dovendo emigrare. Lavorando in giornali lontani dalla propria terra, in alcuni casi si sono confrontati con stereotipi e con la cosiddetta”etica del male”, la tendenza a vendere i giornali per i casi di cronaca nera denunciati al Sud o in cui il meridionale rappresenta l’antagonista della vicenda.

La tesi del”l’etica del male” è stata stilata e avallata da Gigi Di Fiore, giornalista e storiografo. Di Fiore ha rammentato la nascita del pregiudizio del resto d’Italia verso il Mezzogiorno già agli albori dell’unità, negli atti parlamentari della sessione svoltasi tra il 20 novembre e l’11 dicembre 1861. Il Mezzogiorno era una materia oscura e i più non si interessavano minimamente all’importanza economico strategica dell’area. In questo contesto viene introdotta da Di Fiore anche la grande diffrenza tra la Napoletanità, ovvero l’identità e l’orgoglio per la propria cultura e la propria origine e la Napoleria, cioè il folclore negativo, superficiale e ostentato da molti comunicatori al solo scopo di vendere un prodotto editoriale.

Secondo Giuseppe Provenzano, ricercatore dello Svimez, il divario Nord-Sud nei primi vent’anni del dopoguerra si era nettamente assottigliato, ma a causa di crisi economico politiche si è nuovamente caduti nel baratro. L’ultimo rapporto Svimez pubblicato il 12 novembre ha visto una crescita dello 0.1 del PIL per il Mezzogiorno, ciò non vuol dire la fine di 7 anni di crisi, ma che è stata fatta una migliore redistribuzione delle risorse. Distribuzione da ottimizzare per una vera e consistente crescita degli investimenti in meridione e che si pone come soluzione al clima di crisi generale.

Dal punto di vista imprenditoriale, come dichiarato da Angelo Bruscino, imprenditore, Presidente Nazionale Confapi e autore del libro “Il Bivio. Sogni e speranze di giobani meridionali”, l’assenza dello Stato, delle Istituzioni e la contrapposta eccessiva burocratizzazione rendono la vita difficile al meridione. Il nuovo Sud si sta sogliando dell’orgoglio, della speranza e dei suoi giovani che preferiscono emigrare. Giovani imprenditori che chiedono il sostegno dello Stato e dell’UE spesso si trasferiscono o chiudono bottega per la perdita dei cofinanziamenti e per i lunghissimi tempi dela pubblica amministrazione i quali non sono in linea con quelli di mercato.

A concludere il seminario gli interventi del Presidente dell’OdG Campania Ottavio Lucarelli, il quale ha ribadito quanto siano importanti i dibattiti sul tema come strumento di promozione culturale e di Stefano Caldoro, ex governatore della Campania il quale ha sottolineato la necessità di continuare a lottare per comunicare un Sud presente, attivo e produttivo, sia a livello economico che politico culturale.