Home Attualità Da Santoro vince il Caimano. E la noia

Da Santoro vince il Caimano. E la noia

 

Che gli italiani avessero una rinnovata attenzione agli agoni politici, lo abbiamo rilevato in questa sede qualche settimana or sono. La conferma arrivano dagli ultimi dati Auditel relativi alla trasmissione”Servizio Pubblico”, condotta da Michele Santoro e Marco Travaglio il 10 dicembre e che ha visto come ospite di eccezione Silvio Berlusconi: 8 milioni di italiani incollati alla Tv, con risultati record per “la 7”. Ma siamo sicuri che la gente si sia sintonizzata sulla rete del direttore Enrico Mentana per farsi un’idea politica e sulle intenzioni sui reali problemi del Paese o, piuttosto, per assistere ad mero spettaccolo di intrattenimento, nell’attesa di assistere al tanto agognato scontro e in quali termini si sarebbe consumato? In questo secondo caso, tesi che appoggiamo, non avremmo certo assisitito ad un salto di qualità nel livello del dibattito politico, ma sicuramente a un evento che ha destato diversi spunti di analisi dal punto di vista mediatico più che politico. Le attese sono state però deluse, qualasivoglia fossero le aspettative. Chi si aspettava illusoriamente un dibattito serio sui contenuti ha trovato stimolanti e degni di nota soltanto i servizi preparati dalla redazione di Santoro, incentrati sulla crisi soprattutto delle piccole e medie imprese del nsotro Paese; chi invece si aspettava una sfida simil reality è rimasto altrettanto deluso per i ritmi compassati che hanno caratterizzato l’intera trasmissione, salvo qualche picco nel finale. Alla fine abbiamo solo assisito ad una sorta di Zelig, nemmeno troppo divertente, con un unico trionfatore: Silvio Berlusconi, protagonista della migliore apparazione televisiva delle ultime settimane, dopo qualche scivolone (forse anche quello intenzionale) su altre reti. I prevedibili monologhi di Travaglio, le blandizie di un Santoro giù di tono hanno lasciato campo aperto ad un politico come Berlusconi che pur essendo ai minimi storici nel consenso degli elettori ha dimostrato di padroneggaire il set televisivo come pochi, con ampi sorrisi e ammiccamente al pubblico presente in sala, coinvolto a sorpresa, la “letterina” finale detinata a Travaglio, e soprattutto ostentando quasi sempre una sicurezza che contrastava le incertezze di chi gli poneva domande. La sensazione è che il clan Santoro abbia perso una occasione per domare il Caimano, il “rivale” di sempre:,è come un attaccante che aspetta da anni il momento di segnare la sua prima rete davanti al proprio pubblico, per poi fallire, per troppa foga, solo, davanti al portiere. La porta di Silvio è rimasta inviolata: ci sarà un ritorno? Il ritorno che auspichiamo è quello di un serio dibattito su temi seri, magari conditi da un giornalismo più incisivo e meno circense.