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Dieselgate, la Volkswagen richiamerà 11 milioni di auto

epa04944660 The corporate VW logo of Volkswagen and their current slogan: 'Das Auto.' (lit. 'The Car') are illuminated in the pavilion of the German car manufacturer at the International Motor Show IAA in Frankfurt/Main, 23 September 2015. Volkswagen's board began a crisis meeting on 23 September that could decide the future of board chairman Martin Winterkorn, as Europe's biggest carmaker struggles to respond to a deepening emissions testing scandal. The carmaker's weekend admission that it had installed sophisticated software in its diesel models aimed at beating US exhaust tests has sent shockwaves through the German auto industry. EPA/BORIS??ROESSLER

Volkswagen richiamerà fino a 11 milioni di vetture per sostituire il software incriminato inviando una comunicazione ai clienti già nei prossimi giorni.

A Wolfsburg, durante un incontro a porte chiuse con un migliaio di top manager, il neo-amministratore delegato Matthias Mueller promette “un piano esaustivo” che risolva una volta per tutte il problema dei software truffaldini grazie a “soluzioni tecniche che verranno comunicate ai clienti in pochi giorni”.

Volkswagen si prepara a entrare nella storia dei richiami automobilistici. Con una maxi operazione, che gli analisti stimano intorno ai 20 miliardi di euro, si prepara a richiamare 11 milioni di automobili. Ai proprietari di vetture diesel truccate verrà spiegato come rimettere le proprie vetture in regole. La soluzione dovrà essere annunciata entro la scadenza del 7 ottobre fissata dall’autorità tedesca Kba. “Abbiamo davanti un cammino faticoso e un sacco di duro lavoro – dichiara Mueller – saremo in grado di fare progressi solo a piccoli passi e ci saranno battute d’arresto”. Il nuovo amministratore delegato annuncia inoltre uno scorporo del marchio Volkswagen, destinato in futuro a diventare “indipendente” come Audi e Porsche.

Mentre l’incubo di una class action su scala planetaria e di un effetto domino di cause collettive dalle conseguenze finanziarie imprevedibili fa affondare ulteriormente il colosso di Wolfsburg, Bruxelles attende spiegazioni. “La Commissione vuole i fatti”, afferma Ricardo Cardoso, portavoce del commissario per l’Industria, Elzbieta Bienkowska. Il governo giapponese, invece, ha ordinato un’inchiesta sui maggiori produttori di automobili locali (Toyota, Nissan, Mazda e Mitsubishi) e sugli importatori di marchi europei per verificare se i loro veicoli rispettino gli standard sulle emissioni di gas inquinanti. Misure analoghe sono già state adottate da vari altri Paesi, tra cui Gran Bretagna, Francia e Corea del Sud. “I risultati dei controlli – annuncia il ministro dei Trasporti, Akihiro Ohta – verranno consegnati venerdì prossimo”.

A causa del Dieselgate, secondo quanto riporta il Financial Times, il fondo sovrano del Qatar ha già perso 12 miliardi di dollari con il calo dei titoli Volkswagen, Glencore e Agricultural Bank of China, tre dei maggiori investimenti del fondo da 250 miliardi di dollari. La sola perdita per il calo dei titoli Volkswagen è di 8,4 miliardi di dollari. Dal 6 ottobre l’azione della casa automobilistica responsabile dello scandalo emissioni verrà, peraltro, eliminata dal Dow Jones Sustainability Index che raggruppa le aziende (teoricamente) attente alla sostenibilità.

 

fonte: www.ilgiornale.it