Home Attualità Monti sì, Monti no: all’ orizzonte un premier di troppo?

Monti sì, Monti no: all’ orizzonte un premier di troppo?

Monti si candida oppure no? E’ questa la domanda che tormenta tutti, a destra e a sinistra. Fonti ai massimi livelli svelano che il Professore non ha alcuna intenzione di candidarsi. Le motivazioni sono diverse. Prima fra tutte il fatto che il premier non vuole buttarsi nella mischia della politica attiva facendo da bersaglio per le invettive dei partiti di destra e di sinistra. E poi c’è lui, Napolitano, che in più occasioni ha sconsigliato al premier di ‘farsi parte’ correndo in prima persona e ricordandogli di non potersi candidare essendo senatore a vita. Un no che pesa come un macigno. Però tra candidarsi e non fare nulla c’è una bella differenza e Monti sta pensando al piano b: rimanere fuori dai giochi e benedire una coalizione di centro che porti avanti la sua agenda e, forse, anche il nome. E’ ancora un progetto in divenire,  ma secondo quanto può riferire Affaritaliani.it il Professore vorrebbe diventare catalizzatore di tutta quell’area moderata che sta al centro e che con il suo apporto potrebbe compattarsi diventando la seconda forza politica nello scenario politico nostrano. Gli ultimi sondaggi dell’istituto Swg danno una lista del premier al 15% e se si sommano gli altri partiti, come Udc, Montezemolo ed altri il risultato potrebbe avvicinarsi al 20%.

Tutto però dipenderà dall’esito delle elezioni. Se il Pd conseguirà una vittoria schiacciante in tutto il Paese guadagnando una maggioranza sicura sia alla Camera e soprattutto al Senato non ci sarebbe partita. Bersani guiderebbe il Paese insieme a Sel. Ma cosa accadrebbe se, con il Porcellum, la maggioranza a Palazzo Madama fosse risicata, per non dire insufficiente. Qui entrerebbe in gioco Napolitano. L’anticipazione delle elezioni a febbraio ha infatti scongiurato l’ingorgo istituzionale e il prossimo premier sarà nominato ancora da ‘re Giorgio’ che con molta probabilità affiderebbe a Monti l’incarico di formare il nuovo governo. Ma su quale maggioranza potrebbe contare l’ex commissario europeo? Come Affaritaliani.it ha avuto modo di anticipare Berlusconi non correrà per la poltrona di premier, ma lascerà la mano ad Angelino Alfano. Le prossime elezioni saranno un prevedibile flop per loro, ma grazie all’appoggio della Lega (che in cambio riceverà la Lombardia) il Popolo della Libertà (o la coalizione che nascerà dallo spacchettamento del Pdl), riuscirà ad avere un discreto numero di parlamentari che, sommati alla futura ‘Lista Monti’, potrebbe raggiungere la maggioranza di seggi in Senato. E alla Camera? In aiuto del Professore potrebbe arrivare la parte moderata del Pd, come Fioroni, Gentiloni, Letta, Veltroni e anche Renzi. Il Monti bis non è affatto una opzione così distante.