Home Attualità Neet, un pericolo per l’Italia in crisi

Neet, un pericolo per l’Italia in crisi

I recenti dati Istat hanno mostrato un aumento della disoccupazione di quasi l’1% rispetto allo scorso anno. Infatti, se il tasso di disoccupazione europeo è pari al 12%, quello italiano si attesta al 12,7% con un incremento dell’1,7% rispetto alla media europea. L’Austria risulta lo stato più virtuoso, con un livello di disoccupazione pari al 4,8%, mentre la Grecia affonda nel baratro con un 27,4%. I Neet, cioè i giovani che non studiano, non lavorano e neanche cercano un’occupazione, perché magari svolgono un’attività a nero o perché i genitori hanno i mezzi per mantenerli, sono arrivati al 23%. Fino a 3 anni fa, si parlava di una media del 12%. Questo dato allarmante è frutto di una compresenza di fattori:

l’aumento dei giovani con disabilità;

l’abbassamento del grado di istruzione;

vivere in zone poco collegate al centro;

l’abbassamento del livello reddituale medio;

l’aumento dei genitori disoccupati e/o con un basso livello di istruzione.

In Italia l’alta presenza di Neet rappresenta uno spreco di potenziale enorme, che gradualmente ha inciso e inciderà sempre di più sulla crisi. Aumento dell’Isolamento, dell’insicurezza e del lavoro sottopagato sono le tre principali conseguenze di  politiche pensionistiche e lavorative che non consentono un ricambio generazionale.

In termini di spesa pubblica, i Neet fanno capo a due voci di spesa per lo Stato, spese per finanze pubbliche (indennità di disoccupazione, assegni familiari, sussidi per l’alloggio, incentivi correlati all’istruzione)e costi per le risorse(assistenza sociosanitaria e giuridica). La Commissione Europea ha calcolato che all’Italia i Neet costano 26 milioni di euro. Il loro costo crescerà in proporzione all’aumento della disoccupazione, al costo della vita e alla sfiducia nello Stato. Dunque, senza politiche diverse, che aumentino l’impiego e il ricambio generazionale, la crisi in cui l’Italia è caduta tenderà ad aggravarsi, comportando conseguenze ancora più nefaste.