DUBLINO- L’Irlanda si sta avviando al discusso voto sulle nozze gay del prossimo 22 maggio. Dopo la liberalizzazione delle coppie di fatto omosex, il referendum porterebbe a una liberalizzazione dei diritti civili riguardo ai matrimoni. Il nord del paese, l’Ulster ha votato no per la quarta volta in 3 anni. La battaglia è molto accesa sull’isola perché da una parte il fronte Arcigay lotta per godere di uguali diritti così come in Gran Bretagna, dall’altra la morale legata al retaggio religioso non consente il cambiamento, nonostante ogni anno circa si provi a concretizzarlo con un referendum. La campagna elettorale è spietata. I social network come Twitter e Facebook si sono schierati dalla parte del si, come molti locali e pub della zona centrale di Dublino, Temple Bar. Infatti, non è insolito trovare locali con manifesti pro referendum o decorati con scritte “Yes, no less, no more”(Sì, niente di più, niente di meno) colorate di bianco e rosa. In alcune strade ci sono manifesti contro il referendum con scritto”Un bambino merita un padre e una madre. Vota no al referendum”e sotto altri con “Vota per l’uguaglianza. Vota si”. Se si chiede in giro quale sia l’orientamento di preferenza, parte della popolazione non ha alcun problema ad accettare i matrimoni gay. Il pensiero popolare è pressoché univoco. Si tratta di cittadini che pagano le tasse e rispettano le leggi. Concedergli il diritto al matrimonio è legittimo e non lede gli interessi o il benessere di nessuno. Coloro che inneggiano al no sostengono una morale obsoleta, in parte la stessa che fino al Duemila ha portato alla reclusione nelle Case della Maddalena di 30.000 giovani donne che erano accusate di essere di facili costumi, mamme single, ragazze debolmente psichiche o povere. Secondo parte di questa morale, le figure genitoriali devono essere un uomo e una donna sposati preferibilmente per non ledere l’onore della famiglia della donna, per consentire il corretto sviluppo psichico del bambino. Di fatto però, l’orientamento si sceglie, non è legato al sesso o a convinzioni sociali e la sofferenza di chi lo nasconde lede il suo benessere e quello degli altri.
Credits by Stefania Moschini












