Home Attualità Renzi, no ai rimborsi sulle pensioni. Maggioranza e opposizione per l’adeguamento

Renzi, no ai rimborsi sulle pensioni. Maggioranza e opposizione per l’adeguamento

ROMA- La sentenza della Corte Costituzionale ha dato ragione alla lotta dei sindacati. Il governo Renzi non può sottrarsi. I pensionati devono riscuotere il rimborso degli adeguamenti bloccati dal decreto “Salva Italia”del governo Monti. Non solo: dal prossimo anno fiscale  i pensionati con trattamento minimo superiore alle 3 volte, cioè circa 1.700 euro, riscuoteranno 1.230 euro in più l’anno. Tuttavia, questi aumenti restano un problema per il bilancio statale, pur essendo legittimi. Infatti, l’Ufficio parlamentare di bilancio ha compiuto delle simulazioni, le quali porterebbero lo Stato a sborsare dai 3 ai 7 mila euro per pensionato all’anno per i redditi più alti. Il rischio è quello dei sovra-rimborsi, i quali avvantaggiandosi di una tassazione agevolata del 19% anziché del 30% come da norma, porterebbero il tracollo finanziario. Un indebitamento superiore al 3% porterebbe l’UE ad applicare la procedura di infrazione, la quale per effetto diretto, farebbe aumentare le tasse.

Ancora una volta, la cattiva gestione delle pensioni ha portato a una perdita di denaro pubblico, in un modo o nell’altro. Se gli adeguamenti fossero stati applicati anno per anno, la tassazione del 30% avrebbe forse coperto il totale ammontare. Invece, gli interessi applicati a favore dei pensionati e la tassazione inferiore dovranno essere coperti dallo spostamento di risorse del bilancio per non rischiare l’indebitamento.  Ciò fa riflettere su quanto incidano sul bilancio nazionale essendo finanziate da una tassazione generazionale successiva anziché precedente e su come risorse come gli indennizzi pubblici possano essere spesi per coprirle.

 

 

 

Fonte foto: investireoggi.it