Home Attualità Dopo Miss Italia nera l’oro nero?

Dopo Miss Italia nera l’oro nero?

L’Ambiente, in Italia, è storicamente considerata una questione residuale. L’attuale controverso Governo non sembra mutare questo indirizzo: arrivano infatti conferme sulla notizia di qualche giorno or sono secondo la quale con il decreto “Cresci Italia”, in via di approvazione, si prevede l’ installazione di almeno 70 nuove piattaforme petrolifere che interesseranno una superficie marina la cui estensione è pari alla Regione Sicilia, sotto gli occhi dei riflettori anche per le recenti elezioni regionali. Ma dalla Trinacria proviene anche Silvia Buscemi, incoronata Miss Italia qualche settimana or sono ed ecco che l’adagio, riveduto e corretto, della hit sanremese dei Pitura Freska, ci è funzionale per denunciare l’ennesima occasione persa per il nostro (ex) Bel Paese. C’è da chiedersi, tra le tante urgenze e politiche di contenimento sprechi ci fosse la necessità di una simile misura, in controtendenza con scelte ambientaliste di altri Paesi europei e mondiali – Germania e Stati Uniti in testa – . La voglia di “oro nero” si palesa, in particolare, nell’articolo 35 del suddetto decreto, laddove prevede l’installazione di queste nuove piattaforme (ad oggi ne esistono solo nove…) in circa trentamila chilometri quadrati di mare tra Adriatico centro meridionale, Canale di Sicilia, mar Ionio e golfo di Oristano. Forte e decisa opposizione di Greenpeace, Legambiente e Wwf che, nell’ambito del convegno “Trivelle d’Italia”, parlano apertamente di una misura eccessivamente sbilanciata a favore delle compagnie petrolifere a fronte di un evidente rischio ambientale per le aree protette. Ma ce ne era veramente bisogno? Secondo stime dello stesso Ministero dello Sviluppo Economico, l’estrazione dai fondali coprirebbe il fabbisogno nazionale di solo un mese e mezzo! “Se tuto previsto, da l’incuinamento al sangue misto”, canticchiava l’ironico gruppo veneziano dal palco sanremese…