Home Attualità Scandali nelle Regioni: l’occasione fa l’uomo ladro…

Scandali nelle Regioni: l’occasione fa l’uomo ladro…

Tangenti, corruzione, fondi distratti dalle casse dei vari consigli della Pubblica Amministrazione che dovrebbero servire il cittadino al meglio ma che, tranne qualche caso irreprensibile, sembra siano popolate da ladri, cubiste, affabulatori e truffatori. Laddove la politica nazionale aveva fallito, il livello istituzionale immediatamente successivo non è stato da meno, o non ha voluto deludere. In un triennio così difficile, si pensava che gli Italiani potessero riporre qualche speranza nella politica locale, proprio perchè più vicina al territorio e alla sua gente e dunque immune dai grandi fallimenti politico-economici nazionali. Niente di più falso. Regioni, province, comuni: lungo lo Stivale sono numerosi i Consigli della P.A. al centro di scandali o di crack finanziari. I casi emblematici sono per giunta eccellenti.

Oltre alle storiche vicende di Regioni come la Sicilia e la Campania, troviamo invischiate anche amministrazioni come l’Emilia-Romagna al pari dell’operosa Lombardia, letteralmente assediata dagli scandali con 14 componenti nell’occhio dei magistrati. Tre nomi su tutti: Roberto Formigoni (Pdl), presidente della Regione Lombardia, iscritto nel registro degli indagati il 23 giugno 2012 nell’inchiesta Fondazione Maugeri-Pierangelo Daccò. Filippo Penati (Pd), vicepresidente Consiglio regionale della Lombardia, indagato dal 20 luglio 2011 per tangenti nell’ambito dell’ex Area Falck.  Davide Boni (Lega Nord), presidente del Consiglio Regionale lombardo, iscritto nel registro indagati il 6 marzo 2012 per corruzione a favore del suo partito. E che dire dell’attuale scandalo già denominato Laziogate: sembra che l’autore di tutto sia Franco Fiorito, capogruppo del Pdl al consiglio regionale e presidente della Commissione bilancio; dalle carte emergono più responsabili nella gestione disinvolta dei soldi pubblici, bruciati in costosissime cene, consulenze e baccanali in costume. Sebbene abbia fatto un passo importante per recuperare la sua credibilità dimettendosi, appare impossibile che la Presidente Renata Polverini e il resto della giunta, consiglieri dimissionari PD compresi, fossero all’oscuro di tutto.

A sentire le parole filtrate dalle interviste rilasciate dai vari Fiorito, Daccò, Formigoni e da tutti gli altri collusi in vicende di questo tipo il ritornello che risuona è sempre lo stesso:” Così fan tutti”. Da Nord a Sud, a ben guardare gli scandali che fioccano sulla penisola, questo fenomeno tutto italiano genera sconcerto e conferma la nostra nomea all’estero. Così se l’italiano ha l’occasione di approfittare di una qualsivoglia situazione non resiste e si trasforma in ladro. Lo stesso Fiorito ha raccontanto ai Pm che a lui bastava chiedere i soldi e questi arrivavano nelle sue mani senza problemi: “Sono stato costretto a fare il capogruppo a dei bambini”, così definisce la sua esperienza nella Regione Lazio. Nell’indotto del comparto politica lavorano più di 2 milioni di persone. Visti gli scandali che si susseguono sembra difficile trovare delle brave persone ancora disposte a fare della buona politica a favore del cittadino. Sarebbe un errore altrettanto grossolano dimenticare chi lavora onestamente, ma d’altronde sui giornali questo non fa notizia. Chissà che gli elettori non acquisiscano un minimo di coscienza politica per poter eleggere una buona volta chi fa politica veramente. La speranza è l’ultima a morire.