Fino a qualche anno fa, ciò che spaventava maggiormente i genitori era la dipendenza da PC o da videogame dei propri figli. Attività sportive, sociali e l’acquisto di consolle o videogiochi in maniera graduale sembra aver risolto in parte il problema. Tuttavia, questa paura è stata soppiantata da una ben più grande, la dipendenza da smartphone, non relegata all’età adolescenziale, ma che affonda le radici nell’infanzia.
I bambini alle feste spesso giocano con il cellulare, anziché con i loro coetanei e con la palla o i classici giocattoli. Questo non stimola l’attività fisica, la socializzazione e lo sviluppo di un senso pratico.
Infatti, già bambini dell’età di 4 anni sanno usare più o meno lo smarphone grazie ai giochi colorati sulle caramelle, i diamanti e quant’altro. E’ utile considerare che i cellulari intelligenti sottopongano bambini e adolescenti a più rischi rispetto al pc.
Infatti, la volontà di scambiare informazioni e di creare estensioni delle relazioni concrete con i social network, fanno si che la sfera personale si sviluppi prematuramente e che già dall’infanzia i bambini sviluppino un senso di riservatezza e chiusura rispetto ai genitori che sfocia nella possessività verso lo smartphone. Ciò è dovuto anche al fatto che gli smarphone siano costantemente connessi, via wi fi o in abbonamento.
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Come salvaguardare i bambini? In primis, evitando di dar loro il proprio smartphone e stimolando le relazioni reali, piuttosto che quelle informatiche. In secundis, installando antivirus e filtri sul cellulare, in modo da controllare le informazioni in arrivo e salvaguardando l’innocenza dei futuri giovani.
Ultimo consiglio, ma non meno importante, regalare uno smartphone se necessario, dalle scuole medie, disincentivando la possessività e l’onnipresenza dell’oggetto.
Fonte foto:http://tecnologia.legginotizie.com/allarme-anti-trust-usa-spyware-dentro-le-app-per-bambini/













