Home Attualità Ue potrebbe dire addio al progetto Erasmus dal 2014

Ue potrebbe dire addio al progetto Erasmus dal 2014

Proprio nell’anno del suo venticinquesimo anniversario, il Parlamento Europeo ha annunciato la chiusura del programma Erasmus a partire dal 2014, vista la totale mancanza di denaro nel Fondo Sociale Europeo (ESF) oggetto di un buco in bilancio senza precedenti. Da Bruxelles hanno comunque assicurato il regolare svolgimento del progetto per il 2012 e il 2013, grazie a qualche restringimento nei posti disponibili, ma lo sconforto tra gli studenti serpeggia inesorabile.

Nato nel 1987, l’Erasmus (acronimo di European Region Action Scheme for the Mobility of University Students) ha permesso a oltre 2,5 milioni di ragazzi di studiare nelle università straniere o effettuare un tirocinio in un paese all’interno dell’Unione per un periodo che va dai 3 ai 12 mesi. Per molti di questi giovani il programma è l’occasione per vivere all’estero in maniera indipendente per la prima volta, a contatto con studenti di paesi e culture diverse. Il progetto Erasmus ovviamente ha dei difetti: le sue esigue risorse economiche a supporto di studenti costretti ad autofinanziarsi; lo scarso feedback sull’effettivo rendimento dei ragazzi all’estero; l’eterogeneità del riconoscimento dei crediti formativi maturati lontano da casa; la reputazione festaiola che aleggia da sempre tra gli studenti nei vari campus ospitanti.

Le cause di questa notizia shock potrebbero ascriversi alla solita crisi economica mondiale unita al dissesto finanziario del fondo che ammonta ormai a più di 4 miliardi di euro. Il buco in bilancio veniva ripianato regolarmente dagli stessi Stati membri dell’ Unione Europea, ma le ondate di austerità che ammorbano le politiche economiche nazionali inducono alla chiusura di tante iniziative giudicate sacrificabili. E’ una scelta comprensibile se chi decide pone sul piatto della bilancia i posti di lavoro degli operai o le loro pensioni, ma fatto sta che questo ennesimo taglio all’istruzione sembra eccessivo. Svuotare il budget del Fondo Sociale Europeo, però, non è stata una mossa azzeccata; ESF è una specie di grande portafogli con cui l’Europa finanzia progetti di sviluppo tra gli Stati; il taglio farà saltare accordi già firmati che solo in Italia riguardano fondi per 600 milioni di euro. Insomma c’è da sempre un ritorno economico per tutti gli Stati, oltre all’arricchimento culturale degli studenti in giro per il continente, eppure si è deciso per la via più semplice e meno indolore…per chi ci governa ovviamente.