La convinzione che questa bevanda e la caffeina che la caratterizza fosse dannosa per la salute è stata smentita dai più recenti studi, i quali hanno messo invece in luce le proprietà benefiche di una assunzione moderata. C’è chi lo beve assoluto, chi lo ama lungo, chi lo preferisce decaffeinato: il caffè è un piacere indispensabile per chi ha bisogno di ricaricarsi. Una ricerca francese afferma che la caffeina aiuti la memoria. Studi recenti dimostrano l’ennesima virtù del caffè: infatti questa bevanda, ridurrebbe in modo significativo i livelli ematici e cerebrali della proteina beta amiloide, notoriamente molto elevati in chi è colpito dal morbo di Alzheimer. Come spesso accade in materia di piaceri, il problema sta nella misura. Per ogni due tazze di caffè al giorno, i ricercatori hanno potuto rilevare una riduzione del 43% del rischio di tumore epatico. Il segreto di questa virtù protettiva va certamente individuato nell’acido clorogenico e nelle altre sostanze antiossidanti di cui il caffè è particolarmente ricco e che esercitano un potere inibitorio sulle disfunzioni epatiche croniche e sulla cirrosi. E dunque, dopo aver dimostrato che il caffè riduce il tumore all’utero, ricarica, fa dimagrire e allunga la vita, ecco un’altra importante scoperta riguardo i benefici di questa pianta che non potrà far altro che piacere a chi è un habituè della tazzina.












