L’eccesso di sodio è un fattore determinante dei disturbi relativi al metabolismo e alla tiroide come l’obesità e l’ipertensione. Il fabbisogno giornaliero è di circa 150mg al giorno,che sale a 250mg nelle donne in stato interessante e durante l’allattamento.
Tuttavia, anche l’insufficienza e la mancanza di sodio nella dieta possono provocare conseguenze spiacevoli. Una delle più gravi nelle donne incinte è l’aborto per mancanza di iodio nella soluzione della placenta. Per controllare il livello di sodio mantenuto nelle diete e prevenire i disturbi ad esso legati, è nato l’Osservatorio Nazionale per il Monitoraggio dell’Idroprofilassi in Italia (Osnami). L’istituto ha misurato una carenza di sodio nel 29% della popolazione italiana.
Tale mancanza può avere gravi conseguenze sui feti delle donne incinte e nei bambini in età pediatrica. I disturbi della tiroide sono quelli più devastanti poiché la mancata produzione degli ormoni quali triiodotirina e tiroxina possono provocare la crescita del gozzo tiroideo. Questo fenomeno causa 50 ricoveri ogni 100mila abitanti e costa allo stato 150milioni di euro l’anno.
Il fabbisogno giornaliero può essere soddisfatto seguendo gli importanti suggerimenti dell’Osnami:
1)aumentare il consumo di sale iodato e mangiando pesce, molluschi e crostacei;
2)controllare costantemente i livelli di sale negli alimenti;
3)preferire il sale iodato a quello classico.
Fonte foto:http://www.prensalibre.com/salud/sodio-saludable-consumir_0_540546105.html













