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Playstation VR: la prova di AZMagazine al Napoli Comicon 2017

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Playstation VR: la prova dello staff di AZMagazine al Napoli Comicon 2017

Anche se con un pò di ritardo, noi di AZMagazine.it abbiamo avuto la possibilità di testare il Playstation VR durante l’edizione 2017 del Napoli Comicon.

Nell’area dedicata al gaming dell’evento, Sony ha predisposto moltissime postazioni che hanno offerto ai tanti presenti, la possibilità di provare il suo visore.

I giochi da testare erano davvero tanti, ma il nostro obbiettivo era rivolto verso un genere che maggiormente si presta alla realtà virtuale, ovvero quello horror. Gli addetti allo stand hanno cortesemente esaudito la nostra richiesta e ci hanno fatto testare Until Dawn: Rush of Blood.

until dawn rush blood

Lo spin-off di Until Dawn non è il classico horror alla Outlast, ma uno shooter sui binari alla House of the Dead. Il protagonista passerà infatti tutto il tempo su di una giostra di un ottovolante e dovrà fronteggiare ogni genere di creature, stanze dell’orrore e bestie assetate di sangue.

Il tipo di gameplay, abbastanza lineare, può far pensare ad un titolo banale e senza troppa empatia, ma immersi nei 360 gradi della realtà virtuale di Playstation VR, i momenti in cui si salterà dalla paura saranno molto frequenti.

Dopo le fasi iniziali di configurazione e calibrazioni dei Ps Move, che serviranno ad emulare le armi del protagonista, si procede abbastanza lisci senza problemi. I comandi rispondono molto bene, e si può godere di una precisione abbastanza valida. Il Playstation VR ci fa tuffare in quella che diviene una vera e propria esperienza “videoludica”. Il visore, con l’ausilio delle cuffie, ci permette un totale isolamento dall’esterno, essenziale per una completa immersione nell’atmosfera del gioco.

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Per quanto riguarda il gioco in se, non stiamo parlando un capolavoro del genere horror videoludico, ma come sottolineato in precedenza, Rush of Blood è un semplice shooter su binari, realizzato appositamente per il Playstation VR. Possiamo azzardare quindi, che senza lo sfruttamento di questa periferica, il titolo non avrebbe nemmeno motivo di esistere.

Abbiamo apprezzato molto, l’ausilio e la competenza dei ragazzi presenti allo stand, ma anche in generale l’organizzazione, capace di gestire senza problemi i tanti ragazzi accorsi per provare il visore.

Conclusioni Finali

Concludendo, riteniamo positiva la nostra esperienza con il Playstation VR, che rispetto alla nostra prova del visore Microsoft, abbiamo trovato più semplice e immediato nella calibrazione e configurazione. Il test di Rush of Blood, ci ha inoltre fornito ulteriore conferma di come i videogiochi horror riescano davvero a sfruttare al meglio i visori per la realtà virtuale.