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Face to Face con Luciano Nozzolillo

Capita di incontrare gli artisti e percepire una certa timidezza di fondo. E’ successo quando abbiamo incontrato Luciano Nozzolillo. Una voce, che definire radiofonica è forse riduttivo, per quanto la ventennale esperienza negli sceneggiati radio Rai debbano aver fatto molto lavoro; una solarità e una gentilezza, (nonostante gli abbiano quasi sempre chiesto di interpretare dei ruoli da cattivo), che a tanti del suo settore manca, dimenticando la prima regola fondamentale del restare umili ma certamente non finti modesti.

Riconosciuto a Napoli per le partecipazioni alla soap-opera “Un posto al sole”, grande successo partenopeo, Luciano Nozzolillo torna davanti le cineprese per una pellicola tutta napoletana, dalla produzione di Marzio Honorato e Germano Bellavia di un cast di Un posto al sole, al regista, Pirozzi, agli attori tutti Napoletani. “Sodoma. L’altra faccia di Gomorra” in uscita il 4 Aprile nelle sale cinematografiche Campane.Luciano, oggi, la tua principale occupazione è essere l’actor coach per la produzione della soap opera di Un posto al sole. Che cos’è esattamente un actor coach? “Dunque, la figura di actor coach è stata introdotta proprio con questa soap opera, che è un format australiano di appena 17 anni fa, e mi fu spiegato che è una sorta di allenatore per gli attori, un po’ un aiuto regia. E’ un sostegno che gli attori hanno. Si occupa di introdurre gli attori alle scene, provarle, costruirle, senza insegnare loro il mestiere, ma serve solo per provare le parti in modo che una volta sul set siano ponti a girare e il regista non abbia bisogno di dare altri particolari, perchè si presume che lo abbia già fatto io”

“Un posto al sole” è una soap Napoletana, che racconta la quotidianeità locale e la napoletanità anche, quindi quando arrivano attori romani o milanesi, con i loro accenti geografici, il tuo lavoro si complica? “Ma sai, noi cerchiamo sempre di mantenere la natura e l’origine dialettale dell’attore, sarebbe strano forzare a recitare con cadenza napoletana. D’altro canto, se io stesso andassi in Veneto e cercassi di recitare con accento veneto, non sarei credibile. Si sente la mia origine Bergamasca, …no? ”

Leggendo la presentazione del film “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra” è stato divertente notare come la figura maschile di un boss malavitoso temuto da rivali e amici e succube poi, della moglie. “Hai perfettamente ragione, e poi nella realtà avviene spesso che gli uomini che si mostrano determinati come leoni, tra le mura domestiche si trasformino in agnelli. Non lontano dal poter dire che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Seriamente possiamo purtroppo dire che le donne hanno preso sempre più spazio nella criminalità, e si sono spesso dimostrate più crudeli. Il film “Sodoma” vuole essere la parodia di quanto fino ad ora è stato presentato di questa fetta di Napoletanità, che, ahi noi, è una triste realtà. Facciamo un po’ il verso a Gomorra, è una presa in giro, è la storia di alcuni disgraziati in cerca di lavoro, e pensano bene di chiedere aiuto a un boss della camorra. Ovviamente ci sono delle situazioni paradossali e grottesche molto divertenti, ben lontane dalla serietà dell’argomento presentato in Gomorra. Ci tengo a ricordare gli attori, gli amici che hanno partecipato alla realizzazione di “Sodoma, l’altra faccia di Gomorra”: interpretato dal trio comico Ardone-Peluso-Massa, con la regia di Vincenzo Pirozzi, per la sceneggiatura di Corrado Ardone. Nel cast, Germano Bellavia (Un posto al sole), Giacomo Rizzo (L’amico di famiglia), Nello Mascia, Ciro Esposito, Antonio Pennarella, Lucio Allocca, Mario Porfito, Gianluca Di Gennaro, Maria Bolignano, Vittorio Ciorcalo, Marco Lanzuise, Michele Maturo, Antonio Fiorillo, Edoardo Guadagno, Salvatore Turco, Fortunato Cerlino

Facciamo un po’ di Gossip, chi del cast di “Un posto al sole” è proprio insopportabile? “Neanche sotto tortura alla garrota spagnola lo dirò mai! Scherzi a parte, è un lavoro quotidiano molto intenso. Noi registriamo in media 25 scene al giorno, tutti noi siamo impegnati dalle nove di mattina fino alle sette di sera, si va spesso di fretta ed è normale che ci siano dei momenti di tensione. Sai, è come se questa soap andasse in diretta, è un sistema straordinario, una catena di montaccio, un tritasassi così veloce dove tutti gli ingranaggi si trovano a posto e questo nastro trasportatore scorre continuamente.”

Avete mai avuto difficoltà tecniche e si è bloccato tutto? “Si, come no! Anzi questa è l’occasione giusta per lodare l’invettiva dei Napoletani che hanno sempre quel quid in più nella risoluzione dei problemi. Pensa che noi di solito giriamo con tre camere, un giorno si ruppero due camere quasi contemporaneamente e girammo le scene con una camera tenendo tutto il piano di produzione in perfetto orario. E questo è un merito che ci dobbiamo prendere grazie al sacrificio e alla collaborazione di tutti.”

Una famiglia o solo uno staff lavorativo questa produzione Rai? “Dopo 17 anni le cose sono confuse. Li vedo un po’ come fratelli e sorelle e siamo talmente affiatati…diciamo che è una grande famiglia con una grande professionalità aziendale. E questo fa si che la produzione funzioni così bene da 17 anni e ci avviamo a lavorare altri due anni. D’altronde ogni sera facciamo oltre i due milioni di ascoltatori.

Luciano, se tu potessi scegliere tra teatro, cinema, televisione e radio quale sarebbe la tua passione? “A dire il vero tutte. Il teatro per la magia, il cinema per il respiro che ha, la televisione per l’immediatezza e la radio per la fantasia.

Ma tu sei, in fondo, un uomo timido? “Tutti gli attori sono timidi. Si recita per mascherarsi un po’. Certo, c’è anche la parte egocentrica, ma la timidezza ti copre e ti protegge in qualche modo. Come dire: quello che vedete non sono io, sono altro, non questo che rappresento. In scena tutto cambia poi.”