Home Sport Juve-Napoli, una partita già iniziata sulla carta stampata

Juve-Napoli, una partita già iniziata sulla carta stampata

Allo Juventus Stadium si sfideranno sabato prossimo le due capoliste e la tensione è già alta. Sono ancora vividi gli strascichi della Supercoppa italiana, vinta dalla Juventus a Pechino contro un Napoli ridotto in nove uomini, caratterizzata da una inopinata direzione arbitrale a cui ha fatto seguito la clamorosa scelta della società partenopea di disertare la premiazione. Una rivalità storica che dopo più di vent’anni si esplicita in una lotta scudetto di maradoniana memoria. Come allora, Juventus-Napoli è anche una guerra psicologica che trova il suo naturale sfogo in mezzi di comunicazione sempre più pressanti. Sul finire degli anni Ottanta assistevamo a diatribe più “casarecce”, sempre col sorriso sulle labbra, ma non meno virulente e subdole che tenevano incollati i tifosi delle varie fazioni  al Processo di Biscardi, un anchor man che non possiamo non definire un precursore di un modus operandi basato su urla strepitanti e finalizzato allo scontro anche gratuito e alimentato ad arte.. C’era poi la carta stampata che rappresentava una voce di riferimento per qualsiasi sportivo, una funzione che è andata via via perdendo il suo appeal con l’esplosione del giornalismo sul web, pur rivelandosi quest’ultimo di qualità non sempre eccelsa.  Un leitmotiv tra i due momenti storici lo troviamo però proprio sulla carta stampata che già allora si divideva tra Corriere dello Sport, portatore delle istanze delle Napoli e il duo Gazzetta dello Sport e Tuttosport, subdolamente faziosi a favore delle squadre del nord, Juventus della famiglia Agnelli in primis. Più di vent’anni dopo, due giorni or sono la Gazzetta dello Sport ha infatti pubblicato scuse urbi et orbi – cosa non frequente, soprattutto se si tratta del giornale più letto d’Italia – per aver titolato un pezzo in maniera sbagliata e tendenziosa. In sostanza, in un pezzo si attribuivano al talento partenopeo Lorenzo Insigne parole mai pronunciate sul proprio compagno di squadra Edinson Cavani, reo di essere egoista in zona gol. Su richiesta esplicita del giocatore e a seguito di una montagna di richiesta di errata corrige di tifosi infuriati dal web, la rosea è stata costretta a cosparsi il capo di cenere, ammettendo la discrepanza tra titolo tendenzioso e testo dell’articolo. Allora, come oggi, certi scudetti vengono decisi anche in certe redazioni, reali o virtuali che siano.