Home Sport Paralimpiadi: le belle Olimpiadi senza i più indigenti…

Paralimpiadi: le belle Olimpiadi senza i più indigenti…

Non sono olimpiadi di serie B: le Paralimpiadi di scena a Londra, che ha già ospitato alla grande le Olimpiadi, stanno godendo di una copertura mediatica senza precedenti. E questa è sicuramente una buona notizia per dare voce e video a storie, se possibile, ancora più emozianti di quelle vissute qualche settimana or sono. “Non chiamateci disabili” – è il corretto invito degli atleti impegnati al mondo intero. Messaggio giusto che non deve lasciare lo spazio alla compassione, bensi’ alla rilflessione. Sarà difficile infatti trovare tra gli atleti storie “romantiche” di artecipanti rappresentati di Paesi poveri in cerca di visibilità, riscatto o visibilità internazionale. La verità è che essere portatore di handicap e partecipare all’agone olimpico rappresenta un lusso, soprattutto per ragioni economiche. Quasi la metà dei partecipanti proviene da soli nove Paesi e i più presenti e competitivi – salvo Ucraina e Iran che vantano una grande tradizione nella competizione – provengono dai Paesi più industrializzati. Le celebri lame del velocista sudafricano Oscar Pistorius, il “Bolt” di questa competizione, costano più di dieci mila euro, mentre una carrozzina utile per giocare nei sport di squadra non raggiunge prezzi inferiori ai cinque mila euro. Ecco il motivo per cui la Cambogia, detentrice dell’infausto record di più alta percentuale di persone amputate del mondo, vanterà un solo partecipante.