Venezuela- Secondo il decreto approvato il 9 marzo da Barack Obama, presidente USA, lo stato sudamericano sarebbe una minaccia per la sicurezza. In seguito, lo stato ha vissuto 10 giorni di esercitazioni militari che hanno coinvolto 100 mila persone, con la collaborazione della Russia. Dunque, per gli USA si potrebbe ipotizzare una nuova Guerra fredda, sempre latente dopo il colpo di Cuba.
La causa ufficiale della pubblicazione del decreto sarebbe la rivoluzione in corso da un anno nello stato, sfociata in numerosi atti di protesta contro il regime di austerity imposto dal Presidente Moduro.
Per Obama 7 funzionari del governo venezuelano avrebbero violato i diritti umani con i propri ordini, indotto alla corruzione e dunque è giustificato una sorta di embargo che mette in pericolo il 25% delle esportazioni verso gli Stati Uniti e il 24% delle importazioni dal pase occidentale verso quello latino. Come dichiarato dal governo, se i colpevoli sono 7, è insensato condannare un’intera nazione che ha bisogno di ricostruire la propria economia e identità nazionale dopo gli scontri intestini. Secondo alcuni critici, l’opposizione accorata del governo nei confronti di Obama avrebbe fatto crescere la fiducia del popolo in Moduro e quindi reso il governo più forte e probabilmente rieleggibile di qui a pochi mesi.
Intanto, l’Unione delle Nazioni Sudamericane e la Comunità degli Stati Latinoamericani e Caraibici hanno espresso il loro sostegno nei confronti dell’abrogazione, così come le numerose ambasciate presenti nel mondo e i consolati che hanno avviato delle raccolte firme.
Grandi aspettative per il Summit di Panama il prossimo 10 aprile che vedrà il confronto tra stati latini e gli USA per la ricerca di un dialogo.













