Il vero nome delle bacche di Goji è Lycium Barbarum attribuito da Linneo nel suo Species Plantarum. Per tanto tempo si è pensato che il nome Lycium derivasse dal greco Lycos (lupo), tanto che gli inglesi hanno dato a queste bacche il nome Wolfberry (bacche del lupo). Il nome potrebbe trarre origine da Lykon, un succo medicinale preparato con estratti di radici e bacche che serviva a curare malattie della vista. Altra teoria è che derivi dalla regione della Licia, nell’Anatolia Meridionale. Il significato che diamo noi oggi è quello di bacca in cinese. Le bacche di Goji sono state usate tantissimo in Europa, soprattutto in età medievale. Ci sono tracce della presenza delle bacche di Goji nella storia dell’Italia meridionale, in Grecia e in altre parti dell’Europa. Ad esempio in Inghilterra è scambiata per una pianta di te. Ancora oggi nel sud dell’Inghilterra si possono trovare arbusti spontanei di Goji.
Le proprietà di questa pianta sono tante. Può contrastare determinati processi cellulari che portano alla formazione di cellule tumorali, ma non è una cura contro il cancro. Assumere costantemente Goji può diminuire la formazione di radicali liberi e l’apporto di vitamina C presenti nelle bacche è circa il 500% rispetto alla quella di un’arancia.
Altri importanti benefici di queste bacche sono aumentare i livelli di energia; ridurre il senso di fatica, migliorare la ripresa dopo uno sforzo; aumentare il benessere psicologico; avere proprietà antinfiammatorie; stimolare il sistema immunitario; migliorare la funzionalità intestinale; migliorare il sonno; migliorare la memoria; agire contro le allergie; regolarizzare i livelli del zucchero nel sangue; stimolare il metabolismo; ridurre i livelli di colesterolo ematico; proteggere la pelle dagli effetti dannosi dei raggi UV e avere azione preventiva nella degenerazione cellulare.












