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Musica, studiarla ringiovanisce il cervello

Gli studi iniziati nel 21 secolo riguardo il legame cervello-musica, hanno sempre affascinato l’opinione pubblica e numerosi neurologi. Tra le modalità di ricerca in questo settore, esistono diverse analisi, come il l’EEG o l’ERPs che servono per indagare circa le immagini sintetizzate dal cervello quando si percepiscono le note musicali. Diversi esperimenti condotti sui bambini con sole 24-48 ore di vita che non hanno alcuna conoscenza musicale, hanno dimostrato che la musica classica risulta molto stimolante e attiva una serie di neurotrasmettitori che rendono il bambino sensibile nel futuro alle dissonanze dei suoni.

Recenti studi americani hanno dimostrato inoltre che studiare musica ottimizzi le potenzialità del cervello in età adulta. Dalle ricerche su un campione di soggetti è stato appurato  che suonare uno strumento tra i 4 e i 14 anni, anche in maniera non continuativa, può avere effetti positivi sui neuroni e sulla percezione degli stimoli da parte dei 5 sensi. Reazioni più rapide, maggiore capacità di concentrazione, ottimizzazione dell’impiego del tempo, maggiore positività,anche dopo i 40 anni,  sono questi i punti forti di una persona che ha studiato musica da giovane. Merito di una corteccia cerebrale più spessa rispetto al normale.

 

 

 

Fonte foto:http://pratiformativi.altervista.org/gli-effetti-della-musica-sul-cervello/