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Addio Nelson Mandela

Addio Nelson Mandela, l’uomo che per il mondo e per Barack Obama “ha realizzato più di quanto potesse mai fare un uomo su questa terra”. A 95 anni, uno dei leader più carismatici della storia ha spirato per l’ultima volta dopo una lunga malattia. Amato da tutti, l’attuale presidente del Sud Africa Jacob Zuma ha definito la sua scomparsa “una grande perdita, la perdita di un padre per tutto il paese”. Quest’uomo ha fatto tanto nella sua vita. Grazie alla lotta contro il regime di apartheid dal 1944, il suo partito African National Congress  è riuscito ad abbattere il muro di ostilità tra popolazione nera e bianca in Africa. Arrestato per azioni di sabotaggio contro il governo razzista, Mandela è rimasto in carcere dal 1962 al 1990. Nel 1993 vinse il Nobel per la pace e nel 1994 è stato eletto Presidente del Sud Africa, attuando politiche a favore dell’istruzione e della lotta anti AIDS. Sempre favorevole alla pratica sportiva come vero elemento di unione universale, Mandela disse che “lo sport conferisce una disciplina e un rigore che nessuna educazione può darti, ma che ti servirà per tutta la vita”. Gli sport che maggiormente riteneva fossero validi e significativi per riparare la spaccatura tra popolazione bianca e nera in Sud Africa sono il rugby e il calcio, di cui è stato un grandissimo tifoso, soprattutto dopo il termine del suo mandato presidenziale. Da vero uomo di pace, negli anni Novanta fu molto vicino allo Sinn Féin, il partito indipendentista irlandese, al fine di guidare gli irlandesi nelle trattative di pace con il governo britannico.  Da vero uomo di coscienza, ha analizzato vittorie e sconfitte che si sono palesate durante il suo mandato e ha dichiarato che “molto si poteva fare per la lotta all’AIDS, ma un’errata valutazione del rischio di cui sono colpevole, ha provocato una diffusione oggi allarmante”.Dopo la fine del suo mandato, ha continuato a giostrare la politica dell’ANC nelle retrovie e nel 2004 si è ritirato definitivamente per vivere al meglio i suoi ultimi anni con la famiglia.

Lo stesso Mandela e molti suoi amici, hanno riassunto il significato della lotta antirazziale con la poesia olandese “Invictus”, musa dell’omonimo  film di Clint Eastwood sulla nazionale Sudafricana. Una poesia che tutti dovrebbero leggere e che troppi ignorano.

Dal profondo della notte che mi avvolge,
Buia come un pozzo che va da un polo all’altro,
Ringrazio qualunque dio esista
Per l’indomabile anima mia.

Nella feroce stretta delle circostanze
Non mi sono tirato indietro né ho gridato.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
Il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo d’ira e di lacrime
Si profila il solo Orrore delle ombre,
E ancora la minaccia degli anni
Mi trova e mi troverà senza paura.

Non importa quanto stretto sia il passaggio,
Quanto piena di castighi la vita,
Io sono il padrone del mio destino:
Io sono il capitano della mia anima.