Home Attualità Chiude il PDL, il ritorno di Forza Italia

Chiude il PDL, il ritorno di Forza Italia

Berlusconi ha annunciato la chiusura del maggior partito di destra, ovvero il Popolo delle Libertà. Le cariche sono state tutte azzerate, dunque Angelino Alfano, ministro dell’Interno e vice del governo Letta, non è più segretario del partito. I fedelissimi di Berlusconi sono contenti di un ritorno alle origini, poiché ritengono Alfano solo un fantoccio per tenere in piedi la coalizione di governo. Tutti sanno bene che è il Cavaliere a giostrare qualsiasi decisione da sempre, a dispetto della presidenza di partito o meno. Pur non essendo segretario, è stato capace di far destituire Bersani che aveva vinto le ultime elezioni e di mettere in discussione la fiducia per l’esecutivo Letta.

A causa dell’azzeramento del PDL, l’8 dicembre si riunirà il Consiglio nazionale di partito che deciderà come riorganizzare Forza Italia e se di fatto verrà mantenuto un fronte scissionista. Tale fronte, concretizzato nella cosiddetta “guardia dei 5” ministri, cioè Angelino Alfano, Gaetano Quagliariello, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin e Maurizio Lupi che non hanno partecipato alla riunione speciale indetta dal Cavaliere, si porrà a sostegno dell’attuale governo, anche se Berlusconi dovesse essere destituito dalle cariche pubbliche.

L’8 dicembre ci saranno anche le elezioni per il segretario del PD. La spaccatura presente tra vecchia e nuova guardia è netta e rappresentabile in 3 fazioni. Due estremiste e una moderata.  Quella moderata è a favore degli storici Walter Veltroni e di Ignazio Marino che vorrebbero creare un PD unito e cosciente dei suoi recenti errori;  quella più conservatrice ha come simboli Bersani ed Epifani, agguerriti ma che non riescono a catalizzare la simpatia degli elettori e degli altri partiti; quella innovativa di Renzi, che vuole uno svecchiamento ai vertici del partito e mostrare all’Italia un Partito Democratico che, come ha dichiarato durante il weekend di discussione presso la Stazione Leopolda di Firenze “ispiri fiducia agli Italiani che lo hanno votato, che lo voterebbero e a quelli che non lo voterebbe mai!”

Dunque, l’8 dicembre ci sarà la resa dei conti per ambedue fronti politici e dai singoli confronti scaturirà il nuovo volto della politica italiana.