Home Attualità Classe media italiana: avanza l’ esercito dei nuovi poveri!

Classe media italiana: avanza l’ esercito dei nuovi poveri!

988.000 nuovi poveri, 1.247.000 disoccupati in più e 421.000 nuovi cassa integrati. Questi gli spaventosi numeri che la crisi ha portato con sé, secondo l’analisi curata dalla CGIA di Mestre. Gli effetti generati dalla mancanza di lavoro consistono sostanzialmente nell’aumentato a dismisura della povertà assoluta, il conseguente aumentare della spesa pubblica a sostegno delle persone in grave difficoltà e la diminuzione dei consumi. Tra il 2007 e l’anno in corso, i consumi reali delle famiglie italiane hanno registrato una flessione del 4,4%. I dati relativi alla povertà assoluta si riferiscono al periodo che va dal 2007 al 2011 (ultimo dato disponibile). Come sostiene l’Istat “le soglie di povertà assoluta riferite al 2011  rappresentano i valori rispetto ai quali si confronta la spesa per consumi di una famiglia al fine di classificarla in assolutamente povera o non povera; ad esempio, un adulto (18-59 anni) che vive da solo è considerato assolutamente povero se la sua spesa è inferiore  o pari a 784,49 euro mensili nel caso risieda in un’area metropolitana del Nord, a 703,16 euro qualora viva in un piccolo comune settentrionale e a 525,65 euro se risiede in un piccolo comune meridionale”. “Visto che nel 2012 è prevista una contrazione del Pil attorno al 2,5%, mentre nel 2013  la caduta dovrebbe attestarsi attorno allo 0,2%  – osserva  il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi – è evidente che l’area del disagio socio/economico è  destinata ad allargarsi, soprattutto nel Mezzogiorno che, sino adesso, è stata la ripartizione geografica che ha subito maggiormente gli effetti negativi della crisi. In termini assoluti è stato il Sud ha segnare gli aumenti più significativi sia delle sacche di povertà assoluta sia del numero dei nuovi disoccupati. Mentre spetta al Nordest, sempre analizzando la variazione in valori assoluti, l’aumento più significativo del numero di lavoratori in cassa integrazione a zero ore”. “Cosi come ci segnala sovente l’Istat – conclude Bortolussi – la povertà assoluta tende ad aumentare nelle famiglie monoreddito con un alto numero di figli o  in quelle dove la persona di riferimento non risulta occupata. Visto che ci troviamo di fronte ad una crisi che è legata in particolar modo al calo dei consumi, se non verranno prese delle misure che consentiranno di lasciare più soldi in tasca alle famiglie italiane, difficilmente potranno ripartire gli acquisti,  la produzione industriale e di riflesso l’occupazione”.