Home Attualità Giornata mondiale bambine e ragazze. ONU: basta abusi.

Giornata mondiale bambine e ragazze. ONU: basta abusi.

 

 

 

 

 

 

Si celebra oggi la Giornata Mondiale delle bambine e delle ragazze, un evento indetto per la prima volta dall’ONU in collaborazione con l’associazione Terre des Hommes. seguendo il via dato da  una campagna promossa da Plan International, che ha organizzato l’illuminazione in rosa dei monumenti, in Italia come a Londra, New York, Delhi o Copenhagen dove sarà la Sirenetta a cambiare colore. Parte dunque in contemporanea anche la campagna “Indifesa” di Terre des Hommes, che propone un sms solidale da inviare al 45501 per sostenere con due euro i programmi di aiuto alle bambine. Sebbene poco conosciuta mediaticamente, Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo da ogni tipo di discriminazione e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente l’associazione è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini.

Secondo il dossier presentato oggi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, “circa 400 milioni di donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni – oltre il 40% del totale – sono state costrette a sposarsi quando erano minorenni. Un fenomeno che avviene a diverse latitudini del pianeta, ma quasi la metà di quante maritate prima del 18° anno d’età è concentrata in 5 Paesi: Bangladesh (2/3 delle neo-spose), Nepal (la metà), Afghanistan (39%), India (29%) dove ci sono anche 3 milioni di bambine mai nate perché vittime di aborti selettivi, Pakistan (24%)”. Nascere femmina è un calvario già dai primi vagiti: perchè se non c’è la malnutrizione, le malattie per scarso igiene, le mutilazioni genitali, può sempre arrivare una morte precoce durante un parto avuto poco più che bambine. Superata l’infanzia, l’istruzione è un altro tasto dolente per le giovani, costrette molte volte ad abbandonare ogni velleità d’indipendenza dalla stessa famiglia d’origine, per essere mandate a lavorare in condizioni umilianti o date in sposa a qualche marito violento.

L’effetto di questo dossier è come sempre quello di stimolare l’opinione pubblica, unico vero pungolo per tutti i governi mondiali che mal digeriscono la programmazione e lo stanziamento di fondi a favore di politiche sociali. Nonostante la crisi economica, non ci stancheremo mai di denunciare l’impossibile baratto tra economia e benessere psico-fisico. Solo se i riflettori rimangono puntati sul problema si potrà fare in modo che le puntuali delibere di un’Assemblea Onu non rimangano inascoltate dagli stati nazionali.