Home Attualità Legalizzare le droghe leggere, una manna dal cielo per malati e Stato

Legalizzare le droghe leggere, una manna dal cielo per malati e Stato

Recentemente si è riparlato di legalizzare le droghe leggere. Dopo l’apertura di coffee shop in Colorado, due giorni fa si è tenuta una manifestazione a Roma per abrogare la legge Fini-Giovanardi. Infatti, dopo l’analisi condotta dalla Corte di Cassazione, la Fini-Giovanardi mancherebbe del nesso di interrelazione funzionale tra decreto legge, formato dal governo, e legge di conversione parlamentare. Ciò vuol dire che nel decreto originale non c’era l’equiparazione tra droghe leggere e pesanti con rispettivi mutamenti delle pene. E’ stato il maxiemendamento ”monstre” che ha riscritto il testo su cui il governo ha poi posto la fiducia. Dunque, se la legge venisse abrogata si ridurrebbero detenzioni (da un minimo di 6 anni si tornerebbe a 2) e multe. Tuttavia, ciò che chiedono molti parlamentari, tra cui quelli i grillini, è la legalizzazione delle droghe leggere. Se ciò avvenisse, circa 8 miliardi di euro all’anno entrerebbero nelle casse dello Stato. Invece, tali introiti finiscono nei conti di mafiosi e piccoli clan che sfruttano lo spaccio. Stiamo parlando, invero, di una sottostima basata sui dati delle forze dell’ordine; non del dato effettivo e organico su tutto il territorio, che sarebbe ben superiore. A questi guadagni potenziali si accosterebbero quelli derivanti da un aumento dei fondi per la ricerca sulla cannabis e l’abbassamento dei prezzi di cui gioverebbero numerosi malati in tutta Italia. Il costo di 300 grammi di cannabis supera i 150 euro attualmente e per un malato che nei momenti peggiori li consuma in 3 giorni, è un prezzo troppo alto. Il piccolo spacciatore allora si introduce nel giro e risponde alla domanda di mercato, pur se illegalmente. In un certo senso, sostiene chi soffre, compito che spetterebbe allo Stato.