Home Attualità Popolo di santi, poeti, navigatori e… spettatori di Miss Italia

Popolo di santi, poeti, navigatori e… spettatori di Miss Italia

 

“Miss Italia è una palestra di vita: le candidate sono tutte donne che studiano e il concorso è una piccola accademia impegnata a far emergere le loro personalità, le loro attitudini”. Questo l’annuncio in pompa magna alla vigilia dell’edizione 2012 di Miss Italia, il concorso il cui atto finale si è tenuto a Montecatini Terme lunedì 10 settembre. Poi accade che la futura vincitrice, la siciliana Giusy Buscemi, pochi minuti prima di essere incoronata rivela: “Ho effettuato i test di ammissione alla facoltà di medicina e domani ne conoscerò l’esito”. Ebbene, si tratta dell’ennesima farsa perché la bella Buscemi non si è mai iscritta a nessuna facoltà, semplicemente “perché se ne è dimenticata”… Eccolo quindi l’esempio più paradigmatico di Miss Italia, quest’immenso baraccone televisivo che racchiude in sé una miscellanea, di interessi di tantissimi sponsor, orgogli municipali e regionalistici, figure istituzionali che si incrociano con i sogni, desideri, e aspettative di ragazze oggetto contemporaneamente di un concorso di bellezza, di un’agenzia di collocamento e di uno spettacolo di beneficenza. Sì, perché in questa ultima edizione si è pensato bene di celare lo scempio morale della purtroppo diffusa concezione sessista della donna con tantissime iniziative di solidarietà: stalking, infortuni femminili sul lavoro, multietnicità.. Ma l’elenco delle buone azioni e del politicamente corretto avrà pulito le coscienze di organizzatori e spettatori? Ne dubitiamo. Non si tratta di moralismo, ma preoccupa soprattutto il mercanteggiare dei corpi per mero uso pubblicitario, televisivo e aziendale. Noi resteremo sempre il Paese – citazione della Procura che ci è occupata dell’inchiesta di Bari sugli scandali di Arcore – “in overdose da ragazze esili e carine”.