Home Attualità La Scozia potrebbe separarsi dal Regno unito con un referendum

La Scozia potrebbe separarsi dal Regno unito con un referendum

Storica concessione alla Scozia da parte dell’Inghilterra: grazie ad una consultazione refendaria la terra delle Highlands potrebbe separarsi dal Regno Unito. In questo inizio di settimana, il premier britannico David Cameron, insieme al suo omologo («first minister») scozzese Alex Salmond, ha firmato l’accordo per consentire la consultazione, prevista probabilmente per l’autunno del 2014.

In pratica, il parlamento britannico ha concesso a Holyrood (sede del Pàrlamaid na h-Alba, il parlamento scozzese) 24 mesi per convocare la consultazione e far sì che La Scozia, da regione del Regno Unito, si trasformi in un’Australia o in una Nuova Zelanda, cioè una nazione semi-indipendente all’interno del Commonwealth. Non è un fatto eclatante ma sicuramente un passo decisivo per far sì che gli scozzesi sfruttino a pieno il proprio territorio. Il Capo di Stato verrebbe comunque da Buckingham Palace, come sancito dall’Atto d’Unione del 1707.

Sondaggi, politica ed economia: Secondo fonti giornalistiche britanniche, dai sondaggi non sembra che il premier nazionalista Salmond abbia il completo favore del suo popolo, con solo un terzo degli elettori pronto a dire sì alla separazione da Londra. Inoltre le ragioni per non lasciare il Regno Unito siano molto solide dal lato economico, poichè in tale eventualità Edimburgo rischierebbe di trovarsi immediatamente un debito di circa 300 miliardi di euro storicamente coperti da Londra, e cioè più del doppio del Pil reale. In questo caso il premier scozzese Salmond conta di recuperare il debito dallo sfruttamento esclusivo dei giacimenti petroliferi a largo delle coste al Nord, risorsa ad oggi parzialmente controllata da Londra. Una terza situazione di attrito è di natura squisitamente politica poichè la Scozia ospita a Faslane la base dei sottomarini nucleari britannici. E la Royal Navy dovrebbe emigrare a Portsmouth o a Devonport, nelle acque propriamente inglesi proprio nell’ambito del processo d’indipendenza degli scozzesi.

Il solo lo svolgersi dell’ evento refendario avrà comunque un impatto storico e lo stesso premier Cameron commenta così: “(Questo referendum) spiana la strada alla risoluzione della più grande domanda: una Scozia separata o un Regno Unito? Io sosterrò pienamente il nostro Regno Unito, ma ora tocca alla gente della Scozia prendere questa storica decisione. Il futuro vero e proprio della Scozia dipenderà dal loro verdetto. Questo accordo consegna il referendum alla gente”.

Se ci sarà la separazione, non sarà un processo facile e senza strascichi. Gli unici che se la godono e che non vedono l’ora che arrivi il 2014 sono i bookmaker britannici, incredibili e cinici scommettitori capaci di accettare quote per qualsiasi evento. I patiti della scommessa si sono già scatenati.