Home Attualità Sesso e teenager: sul web si diventa “adulti” prima

Sesso e teenager: sul web si diventa “adulti” prima

A lanciare l’allarme sono i pediatri della Simpef (Sindacato medici pediatri di famiglia), in vista del loro secondo Congresso nazionale in programma il 21 e il 22 settembre a Baveno, in provincia di Verbania. I giovani sono sempre più alla ricerca d’informazioni, immagini e video sul sesso nella sua forma esplicita tanto che si assiste ad un vero boom del sexting e della caccia ai siti hard. “Il 74% degli adolescenti maschi e il 37% delle femmine ricorre al web per fare sesso, vedere sesso, sapere tutto sul sesso o cercare un partner. Fra ragazzi e ragazze, dunque, si parla di più di un teenager su due. Un dato che colpisce e che molto spesso i genitori sottovalutano” avverte il sessuologo Maurizio Bini, direttore del Centro riproduzione e del Centro dell’Osservatorio nazionale sull’identità di genere (Onig) dell’ospedale Niguarda di Milano.

Navigando in rete e specialmente sui social network (Facebook in testa) è molto semplice imbattersi in profili utente di qualche teenager pieno di foto ammiccanti e sessualmente equivoche. Il sexting, neologismo che indica la pratica d’invio di immagini sessualmente esplicite o di testi inerenti al sesso attraverso i mezzi informatici a più persone, è un fenomeno ormai diffuso al pari del sesso virtuale ed è molto pericoloso per l’adolescente che si espone senza difese ad estranei. Preoccupazioni in merito giunsero tempo addietro anche dalla Società Italiana Ginecologia e Ostetricia (Sigo), osservando che anche nel mondo reale le tendenze cambiano: “Complici social network e chat, le inibizioni dei giovani italiani stanno calando, mentre aumentano il numero di rapporti non protetti e quindi i rischi di malattie sessualmente trasmesse e di gravidanze non desiderate.” In tutto questo si cerca di coinvolgere i genitori di questi adolescenti, il più delle volte completamente ignari dell’attività clandestina dei propri figli e della quotidianità in cui sono immersi.

“Quanti genitori hanno una seppur minima idea di tutto ciò? Quanti possono avere bisogno di un professionista competente, preparato, capace di assisterli, anche da un punto di vista medico, ad affrontare questa fase della vita dei propri figli? Come tutto questo incide sul nostro ruolo?” chiede Rinaldo Missaglia, presidente Simpef. “Sono quesiti a cui una pediatria di famiglia moderna deve prepararsi a rispondere ed è la ragione per cui abbiamo dedicato al tema un ruolo di primo piano nel nostro congresso”.