Negli anni Novanta, il boom del virus HIV e la sua degenerazione in AIDS rese necessaria una pubblicità progresso informativa. La campagna pubblicitaria mostrava come l’AIDS e non il virus HIV si trasmettesse attraverso lo scambio di siringhe o rapporti sessuali non protetti. L’alone viola intorno ai personaggi infetti è stato nel tempo l’etichetta data a tutti i sieropositivi e ai malati di AIDS. La maggioranza della popolazione occidentale infatti pensa che per ammalarsi bisogna essere drogati o promiscui. La medicina ha dimostrato che lo scambio di sangue infetto attraverso siringhe, tagli o altri punti di fuoriuscita, trasfusioni e il passaggio del virus dai genitori ai figli sono i reali mezzi di trasmissione e non il semplice contatto fisico o la saliva. Molti malati sono persone più che non normali. L’aspettativa di vita è arrivata al livello nazionale e i medicinali non hanno più un costo proibitivo. Grazie ai progressi scientifici ottenuti in trent’anni di ricerca, le persone sieropositive possono far tutto senza problemi, a patto che si controllino periodicamente come prescritto dal medico. Anzi, la coscienza dell’esser sieropositivo li autentica maggiormente come persone e vivono appieno la loro esistenza, diversamente di tante persone non portatrici di HIV. A volte sono costrette a lottare contro pregiudizi che impediscono la conquista di un lavoro o del bene altrui, ma le associazioni come la LILA sono capaci di fornire il sostegno psicologico capace di superare questi e altri ostacoli.
Fonte foto:http://daily.wired.it/news/scienza/giornata-mondiale-aids-2010.html













