NAPOLI-Alle 4 di notte di giovedì è scattato l’allarme crollo per due palazzine della sede di Veterinaria. Alle 13.45 circa il crollo che è continuato nel pomeriggio. Il boato ha spaventato l’intero quartiere, allertato in precedenza dal comune e dalle forze dell’ordine. Una delle due palazzine era sede della Presidenza, l’altro di due aule e di laboratori.L’università conosceva il disagio delle strutture, ma non ha potuto provvedere al ripristino della struttura a causa della Spending Review. Come dichiarato dai rappresentanti studenteschi, quanto accaduto è emblematico per tutta l’edilizia universitaria italiana. Infatti, la legge di stabilità obbliga gli atenei a restituire i fondi destinati alla ristrutturazione e messa in sicurezza degli edifici non spesi nell’anno 2014, anche se alla base di interventi già pianificati.
Molti edifici della Federico II e di altre università italiane meriterebbero più attenzione per la loro storia e per il loro prestigio. L’incolumità del personale e degli studenti dovrebbe essere la maggiore preoccupazione del Governo. Spesso e volentieri gli studenti si domandano se le tasse non vengano spese solo per il pagamento del personale universitario, invece di investire completamente il mondo univeristario. Presidenze, uffici, laboratori, aule, tutti i luoghi del vivere universitario sono messi in pericolo dalla scarsità di risorse impiegate nell’edilizia universitaria.
L’ovvia ripercussione è la diminuzione della fiducia degli studenti e dei residenti nei quartieri universitari nelle istituzioni, che come in questo caso, sono stati intimati a non affacciarsi dai balconi e passare in prossimità della struttura universitaria.













