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Deepweb, il lato oscuro della rete

A volte ci chiediamo come fanno i pedofili o gli spacciatori a fare ciò che fanno. Non solo moralmente, ma materialmente. Con i continui ed efficienti controlli delle forze armate, è difficile commercializzare materie e prodotti illegali come questi. La realtà è che così come internet è passato da una rete di comunicazioni militari e istituzionali a una pubblica e privata, così gli hacker sono riusciti a inserire siti di commercio illegale nel deep web, cioè in quella parte nascosta di internet a cui solo gli esperti possono accedere.

Ovviamente, così come possono farlo gli hacker, così le forze dell’ordine monitorano e contrastano il loro operato. I loro grandi esperti, sono tenuti sotto controllo psicologico per evitare che l’esposizione a contenuti forti possa danneggiare la loro psiche e integrità mentale, oltre che intaccare la loro efficienza sul lavoro.

Arricchirsi in modo immorale o assecondare fantasie perverse nel caso della pedopornografia, sono purtroppo malesseri che nella nostra società non stentano a cessare. I traumi, i continui bombardamenti dei media che fanno diventare  grandi troppo presto questi bambini e li inducono a volte a comportamenti lascivi e impropri all’età, portano chi vende a specializzarsi in settori disonesti e i compratori a commercializzare, usufruire e incantarsi a questi veleni. Unica pecca nel fermarli: operazioni che durano spesso un anno o più. Infatti, a volte gli amministratori dei siti chiudono temporaneamente per non essere arrestati, magari riaprendo sotto un altro IP o cambiando le location di smercio e realizzazione dei prodotti.