La predominanza della cultura dei social, una sempre più diffusa e partecipata economia di condivisione, modelli open-source: e (finalmente?) anche la moda “istituzionale”, dopo essersi aperta al contributo di follower e fan, e aver ormai tratto i frutti delle sfilate visibili sul web tramite lo streaming, decide di fare il gran passo spalancando le porte di una sfilata, evento esclusivo per eccellenza, a tutti.
La piuttosto epocale decisione è stata presa, o meglio intrapresa, da Givenchy, che l’11 settembre ospiterà alla sua sfilata di New York ben 1.200 non addetti ai lavori, come riporta Wwd. Fra questi, 280 saranno studenti e docenti delle scuole di moda della città, fra cui il Parsons, il Fit e il Pratt Institute, ma la gran parte dei biglietti saranno riservati a chi si registrerà su un sito apposito, messo a punto da Givenchy insieme a Nycgo.com, il dipartimento marketing della città, a partire da domani. Altri 100 biglietti sono destinati ai residenti nella zona dove si terrà l’evento. Più approfonditi dettagli saranno comunicati nei prossimi giorni, ma è chiaro che per molti sarà irresistibile la possibilità di assistere non solo a una sfilata di uno dei brand più amati, ma magari seduti anche sul front row e accanto alle celebs amiche dello stilista Riccardo Tisci, come Kim Kardashian, Kanye West, Katy Perry e Lady Gaga.
Con questo passo Givenchy sembra voler ribadire la sua strategia di sperimentazione, condotta anche tramite la scelta di testimonial come Donatella Versace, icona ma anche diretta competitor del brand. Non solo: a giugno la maison aveva annunciato l’abbandono della storica location di Parigi, dove era stata fondata nel 1952 da monsieur Hubert de Givenchy, per New York. Forbes ha appena inserito solo sette aziende di moda nella sua classifica delle più innovative. Che debba subito rivederla?












