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Londra Old Fashion: shopping e musei nella capitale inglese

Il clima a Londra d’inverno non è eccessivamente freddo (di rado la colonnina di mercurio scende scende sotto lo zero): casomai è più facile incappare in una giornata di pioggia. Anche se, sotto questo profilo, occorre sfatare un mito: la media annuale delle precipitazioni nella capitale inglese è di soli 600 mm, contro ad esempio gli oltre 1.100 mm di Genova. E poi a Londra l’inverno è intrigante: restituisce senza compromessi l’atmosfera old fashion di una città che ha saputo, e sa tuttora, far convivere la più sfacciata modernità con il passato, l’indole creativa e conquistatrice (la minigonna, i Rolling Stones, l’Impero…) con la tipica flemma inglese. Inoltre, una giornata di pioggia ha l’indiscutibile merito di non far sentire in colpa il turista che per questo motivo ha dovuto rinunciare alla passeggiata d’obbligo in uno dei tanti parchi cittadini o alla più classica delle gite in battello, quella sul Tamigi. Al loro posto avrà così occasione di gustare con tutta calma, in un silenzio oppresso di stupore come direbbe Dante, i tanti capolavori conservati nei musei cittadini come ad esempio nel pocker d’assi costituito da British MuseumNational Gallery,Victoria and Albert MuseumTate Gallery. Oppure fare un giro nei più celebrati complessi architettonici, come la Torre di Londra e l’abbazia di Westminster. Oppure ancora perdersi nei paradisi dello shopping e lasciarsi catturare dalle mille attrazioni (moda, arte, cucina, teatro, musica, spettacoli di strip tease) del West End.

Qualunque sia la scelta, sempre emerge prepotente il carattere ricco, poliedrico, cosmopolita della città, che rende indimenticabile il soggiorno, la scappata per il weekend. Ma esiste nella capitale un luogo, magari piccolo, adatto a essere visitato in poco tempo da tutta la famiglia e dove è possibile ritrovare arte, arredi, archeologia, libri antichi, il tutto condito con una buona dose di glamour vecchia Inghilterra? Probabilmente una visita al Sir John Soane’s Museum, al n. 13 di Lincoln’s Inn Fields, nel quartiere di Holborn, la piazza più grande del centro di Londra, vi convincerà di aver trovato la risposta giusta.
Visto dal di fuori il palazzo che lo ospita non ha nulla di rimarchevole. In fondo si tratta semplicemente della casa che Sir John Soane, famoso archietto e collezionista d’arte vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, aveva eletto a propria dimora nel 1811, e che, dopo la morte della moglie, aveva trasformato a poco a poco, sino a farla diventare un autentico museo.

Un lavoro di ristrutturazione a suo modo sapiente, anche se a prima vista caotico, reso accattivante dall’illuminazione dall’alto e dal largo uso di specchi che simulano ambienti più vasti. In questa abitazione Soane aveva pazientemente raccolto una vasta ed eterogenea collezione di oggetti. Dopo la sua scomparsa, avvenuta nel 1837, non è più stato toccato né spostato neanche un soprammobile, in ottemperanza al Soane Museum Act, una legge votata nel 1833 dal Parlamento inglese, voluta e discussa con le autorità dallo stesso artista. E così la visita riserva una sorpresa dopo l’altra. Nel seminterrato fa bella mostra di sé addirittura il sarcofago in alabastro di Seti I, il padre del faraone Ramsete il Grande, datato 1370 a.C. Lo si può osservare circondato dalla statua di Diana di Efeso, versione romana del II secolo a.C. dell’originale proveniente dell’Anatolia, un busto di donna del I secolo d.C., un grande vaso del IV secolo a.C. per la mescita del vino e da una miriade di altri oggetti, tra cui un piccolo gruppo di bronzi romani rinvenuti a Pompei.

Con la stessa disinvolta noncuranza il museo conserva, in altri ambienti, preziosi dipinti e disegni di pittori famosissimi, quali il Canaletto, William Turner, Piranesi. Il tutto mescolato a miniature, cammei, libri (sono circa 7000), diversi pezzi del Rinascimento italiano, orologi astronomici. E il museo, una volta alla settimana, si può anche visitare di notte, alla luce delle candele. Un modo davvero originale, molto british, di far apprezzare arte e cultura autentica, senza annoiarsi.