Home Spettacoli e Cultura Per una nuova comunità educante: l’impegno solidale dell’Ass. Pasquale Feliciello

Per una nuova comunità educante: l’impegno solidale dell’Ass. Pasquale Feliciello

pasquale feliciello az magazine

Casalnuovo (NA) – Si è tenuta mercoledì, 29 giugno, nella sala polifunzionale Pier Paolo Pasolini, la presentazione dell’Associazione Pasquale Feliciello, vittima della camorra, contestualmente ad un convegno su legalità e inclusione sociale, che ha visto coinvolti l’associazione Libera, la Fondazione Pol.i.s. e il Coordinamento campano dei familiari delle vittime di criminalità.

Era il 5 maggio 1990 quando Pasquale Feliciello, cittadino casalnuovese di 60 anni, fuori al circoletto dove era solito giocare a carte, fu raggiunto da 7 colpi di arma da fuoco, per la crudeltà di due sicari mandati ad uccidere Gennaro Raimondi, ritenuto affiliato al clan camorristico dei Nuzzo, che quel giorno, come Pasquale, si stava allontanando dallo stesso circoletto.

Gli anni di battaglie legali hanno portato al riconoscimento di “Vittima innocente della camorra”, grazie alla forza e al desiderio di giustizia che ha unito i suoi nove figli, gli stessi che ieri hanno radunato a Casalnuovo una numerosa platea per inaugurare le attività dell’Associazione che hanno costituito in onore del loro papà, con il convegno “Legalità attraverso azioni di inclusione sociale. Quali strategie possibili?”. Don Luigi Ciotti, Presidente dell’Associazione LIBERA, il Dott. Luigi Picardi, Presidente del Tribunale di Nola, il Dott. Nicola Graziano, Magistrato, e l’Avv. Angelo Caliendo, nel Direttivo Nazionale EURISPES, sono solo alcuni degli autorevoli ospiti che hanno relazionato insieme ai rappresentanti delle istituzioni locali e regionali e ai fratelli Alessandro e Giovanni Feliciello, rispettivamente presidente e socio fondatore dell’associazione.

pasquale feliciello az magazine

Gli interventi hanno sottolineato l’importanza della promozione sociale quale strumento di legalità. “La legalità non si realizza attraverso il rispetto delle regole – ha dichiarato Picardi – ma attraverso politiche di inclusione sociale. Un centro sociale che aggrega cinquanta ragazzi fa alla camorra molti più danni di un processo che dura tre anni”.

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Forte l’appello di Don Ciotti alla responsabilità e alla partecipazione dei cittadini: “La democrazia non sarà mai in piedi senza la sua terza la gamba: la responsabilità. Prima dei politici, dobbiamo diventare tutti noi cittadini responsabili. La delega è una malattia mortale. Della legalità non facciamo un idolo, è un mezzo per raggiungere l’obiettivo della giustizia”.

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È il punto di partenza di una nuova realtà che promuove percorsi educanti di legalità, che fa dell’impegno sociale e solidale il proprio fondamento. Si alza così una nuova voce che, traendo forza dalla memoria di un padre e un concittadino, urla la propria ribellione alla potenza criminale.

A cura di: Miriam Lanzetta