Home Spettacoli e Cultura “Una mostra impossibile”, non solo mostra ma anche concerto

“Una mostra impossibile”, non solo mostra ma anche concerto

Dal 3 dicembre al 21 aprile 2014, “Una mostra impossibile”, evento artistico di grande spessore e importanza, sarà presente al Convento di S.Domenico Maggiore di Napoli. Ideata da Renato Parascandalo, giornalista, ex presidente di Rai Trade e Rai Educational, professore presso La Sapienza e la Federico II, questa mostra è “impossibile”perché oltre a offrire una panoramica completa delle opere di un artista come Caravaggio, fa lo stesso anche per Raffaello e Leonardo. In un solo luogo, 117 esempi di cultura tra affreschi e dipinti, conducono il visitatore in un excursus toccante e vivo del genere umano. Ferdinando Bologna, direttore scientifico di “Una mostra impossibile”, ha realizzato le riproduzioni delle opere esposte, ponendo un’attenzione particolare nella perfetta riproduzione del chiaroscuro originale. Grazie a un gioco di luci artificiali e a una scelta accurata dell’illuminazione opera per opera, ogni riproduzione presenta un chiaroscuro identico al pezzo originale. Ciò consente di notare particolari che, osservando i quadri originali, non si noterebbero. Transenne, un’illuminazione non sempre idonea, il deterioramento delle tele, a volte non permettono di notare tutto di un’opera. Un esempio è la goccia di latte che cade dalla bocca del vecchio carcerato dei quartieri spagnoli, nel dipinto caravaggesco “Opere di misericordia”. Un altro è la scritta a sinistra nell’opera di Leonardo “Ritratto di Cecilia Gallerani” o meglio “La dama con l’ermellino”. Osservando il dipinto originale, non sarebbe leggibile, mentre la riproduzione consente di distinguere “La bele feroniere, Leonardo Davvinci). La visita guidata che parte dalla sala dedicata a Leonardo, attraversa quella di Raffaello e si conclude con Caravaggio, è magistrale. Accanto a un’analisi tecnica e a una lettura storica dell’opera, essa viene comparata a capolavori letterari come “A tavuliata” di Salvatore di Giacomo o “Il Canzionere”di Petrarca, ma anche testi di musica contemporanea come quelli di Claudio Baglioni e Vasco Rossi. Questo avvincente viaggio nell’animo umano moderno è stato possibile grazie alla collaborazione di diversi partner: l’alto patronato del Presidente della Repubblica, il Comune di Napoli, ma soprattutto il Forum delle culture Rai e il Polo Pietrasanta che ha prodotto e organizzato materialmente la mostra.

“Una mostra impossibile” è accompagnata da una serie di appuntamenti unici, con concerti e visite guidate teatralizzate.  Dopo “Invenzione a tre voci”, concerto di Bruno-Mirabassi e Pietropaoli, Riccardo Veno & L’orchestra invisibile si sono esibiti in un concerto-solo per sassofoni, fiati, voce e loops.

Il 24-25 dicembre alle ore 12.00 ci sarà la visita guidata teatralizzata “La magia di un Natale impossibile”, il miracolo della natività dalle tele alla Cantata dei pastori, a cura dell’associazione Viviquartiere.

Il 26 dicembre alle 19.00 e alle 20.15 la visita guidata teatralizzata “Fiamme e Ragione”, accompagnerà i visitatori in un viaggio alla scoperta delle opere sulle parole di Giordano Bruno, a cura dell’associazione Nariea.

Il 28 dicembre alle 21.00 l’Orchestra Joubes si esibirà suonando musiche dal mondo, contaminazioni e rielaborazioni.

Infine, il 3 gennaio alle 20.00 i canti della tradizione natalizia saranno eseguiti dal Coro Suaviternova.

Per conoscere meglio “Una mostra impossibile” AZ Magazine ha rivolto alcune domande a Pina Capobianco, direttore e coordinatrice della mostra.

Da quale esigenza nasce la mostra?

Come dichiarato dall’ideatore Renato Parascandalo l’obiettivo della mostra è avvicinare all’arte, incuriosire chi non la segue e omaggiare chi lo fa. Conservare  e diffondere un patrimonio culturale tutto italiano  attraverso le riproduzioni.

Come mai sono passati due anni da quando la mostra ha toccato Napoli?

Oltre al fatto che siamo stati all’estero, gli iter burocratici hanno allungato i tempi di organizzazione.

La mostra ha girato l’Italia, ma anche il resto del mondo, toccando città come Chicago, Santa Cruz e Malta. Come è stata l’accoglienza di “Una mostra impossibile” all’estero rispetto all’Italia?

Essendo privi di opere come quelle di Leonardo, Raffaello e Caravaggio, ma soprattutto di opere così antiche e pregiate, i cittadini europei e americani hanno molto apprezzato la mostra perché in una sola occasione hanno goduto  e apprezzato da vicino numerosi affreschi e dipinti del tutto simili agli originali. Ad esempio, invece di andare al Louvre per ammirare “La gioconda”, si sono recati in un solo museo in cui potevano studiare ben 17 riproduzioni di Leonardo. In termini di costi e di studio proficuo, “Una mostra impossibile” avvicina all’arte coloro che solitamente non si recano ai musei ed è utile ai visitatori che hanno difficoltà a spostarsi da un paese all’altro. Gli italiani ammirano la mostra, ma avendo la possibilità di godere in ogni momento di un ampio patrimonio artistico, sono meno responsivi all’intento della mostra: avvicinare all’arte, conservarla e diffonderla attraverso le riproduzioni.