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Il tifo ai tempi dei social network

 

Fino alla fine degli anni Ottanta la voce principale degli introiti delle società di calcio italiane era costituita dagli incassi e dal conseguente numero di abbonamenti. Era un altro calcio, più umano e meno legato a fredde logiche di business: la gestione non era di tipo aziendale, ma quasi sempre di tipo familiare, con strette di mano che valevano più di contratti firmati e con frecciatine e punzecchiature ai giornali non curanti della variabilità del proprio titolo in Borsa. Ora le tv svuotano gli stadi che restano di difficile accesso sia per motivi strutturali che per questioni di costi troppo elevati. Ma la modernità ha portato con sé anche stravolgimenti epocali in termini di comunicazione con il diffondersi della rete Internet prima e dei social network poi. Attraverso Facebook o Twitter molti protagonisti del “baraccone” calcistico hanno instaurato un rapporto di prossimità – comunque filtrato dagli uffici stampa di competenza – tra idolo e tifoso che non puo’ non essere apprezzato in tempi di conferenze stampa noiose e preconfezionate. Il fenomeno è talmente diffuso che è stata stilata persino una classifica di tifosi sul web, in particolare dei frequentatori abituali dei social network. Mentre la geografia del tifo è più o meno rispettata, la sopresa più grande è proprio in vetta: non sono gli juventini ma i milanisti gli internauti più appassionati che raggiungono una quota superiore persino alla somma di tutte le altre squadre di serie A! Intanto, però, di questi tempi San Siro si svuota: ai tifosi del Diavolo non resta che il calcio virtuale….