Home Attualità Attentati terroristici, come si comportano le masse quando si verificano

Attentati terroristici, come si comportano le masse quando si verificano

L’attentato terroristico è uno degli atti più traumatizzanti per le masse. Gli studi dimostrano che dopo un attentato, i livelli di allerta si alzano all’esterno e all’interno di luoghi pubblici, istituzioni e case. Il senso di insicurezza aumenta, così come gli attacchi d’ansia e di panico. Tutto a un tratto, il mondo va in tilt. Gli stranieri che provengono dal paese X, non sono più ben accetti perché presunti terroristi. Il vicino di una certa etnia è visto di cattivo occhio, si evita di far giocare da soli i bambini in spazi aperti o vicini a obiettivi sensibili. Insomma, il mondo va in paranoia. Questi effetti si ripercuotono sull’economia del paese vittima e del presunto carnefice. Le frontiere si chiudono, i contratti in scadenza non vengono rinnovati, non se ne fanno di nuovi e si preferisce tutto ciò che è nazionale, rispetto ai prodotti importati. Un senso di profondo nazionalismo momentaneo avvolge i politici più in voga, o quelli che decidono di cogliere la palla al balzo per farsi notare. I telegiornali puntano sul collegamento costante e trasmettono a ruota le immagini dell’accaduto. I parenti delle vittime parlano della propria esperienza, così come chi si è salvato per miracolo. I talk show concentrano le loro puntate su questo tema. A seconda di quanto le masse siano spaventate, i mezzi di comunicazione infilano il coltello nella piaga oppure dislocano l’attenzione su argomenti diversi, come la politica, la cultura e la cronaca. Ciò permette agli organismi di sicurezza nazionale e alle forze dell’ordine di lavorare meglio e di focalizzarsi su un obiettivo alla volta. La tensione scende, ma il livello di allerta rimane alto. La guardia si abbassa dopo almeno sei mesi di indagini dei servizi segreti, ma di poco se avvengono altri attentati in altri paesi.

Intanto, i familiari del terrorista vengono dati in pasto ai media. Tre sono gli atteggiamenti di risposta: il buon viso al cattivo gioco, l’orgoglio religioso o la clausura. Il mondo si allontana da loro e dopo un po’ se ne dimentica.

Peggiore di un attentato è la sua minaccia, poiché instaura un clima d’ansia, uno stato di soffocamento generale tale da indurre le persone al mantra” Oggi accadrà qualcosa o un  tizio salterà in aria”. Atti come lo sgozzamento di prigionieri nel caso degli attacchi in Gaza, inducono alcuni sociologi a chiedersi “Se l’uomo è un animale, perché decide di sacrificare il suo istinto di sopravvivenza in nome di una religione che maschera un interesse economico, quando è ben cosciente di ciò?”Quando si verificano simili atti e attentati di sorta, profezie di Nostradamus vengono sbandierate ai 4 venti, così come le critiche al governo di turno che, dai dati raccolti, doveva evincere che sarebbe accaduto il peggio.

 

 

 

 

Fonte foto:http://www.odontofad.com/news/test-di-corah-ansia-da-dentista-/